La responsabilità delle stazioni appaltanti per ritardato pagamento

Studi sulla integrazione europeaNumero 3-2007, Settembre 2007

Legato come :

Riassunto


1. Ritardi di pagamento negli appalti pubblici e distorsioni della concorrenza. – 2. L’evoluzione della disciplina. – 3. Il recepimento della direttiva comunitaria sui ritardi di pagamento. – 4. Segue: la problematica della sua applicazione agli appalti pubblici “di lavori”. – 5. Le deroghe pattizie ai termini di pagamento previsti dalla nuova disciplina. – 6. Segue: le deroghe pattizie circa la misura del saggio di interessi. – 7. Il “rischio di pagamento”: la posizione dell’Italia nel confronto su scala europea. – 8. Alcuni approfondimenti settoriali e territoriali. – 9. Esigenze e strumenti di adeguamento.

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Riassunto


La responsabilità delle stazioni appaltanti per ritardato pagamento

Il presente contributo, con l’aggiunta delle note bibliografiche, riproduce il testo della relazione svolta il 22 giugno 2007, nell’ambito del Corso di Alta Formazione in Diritto e tecniche degli appalti pubblici organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Bari, in collaborazione con la locale Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università degli studi di Bari.

1. Ritardi di pagamento negli appalti pubblici e distorsioni della concorrenza

1. Nell’ambito di una riflessione più ampia sulle responsabilità delle stazioni appaltanti inadempienti, un’attenzione tutta particolare merita certamente il profilo dei ritardi di pagamento in danno delle imprese affidatarie delle commesse. Le patologie della fase del pagamento, con cui si conclude la procedura appaltistica, possono avere un impatto rilevante sulla dinamica concorrenziale.

Un ingiustificato trattamento differenziato da parte della pubblica amministrazione riguardo ai tempi complessivi di pagamento può creare un effetto distorsivo della concorrenza, in funzione dei vantaggi o degli svantaggi che tale comportamento arreca agli offerenti, fino a configurare l’impiego delle risorse finanziarie pubbliche come forma impropria di “aiuto di Stato”. I ritardi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni possono, inoltre, alterare l’allocazione delle risorse tra i diversi settori economici, a motivo delle penalizzazioni che si creano in quei settori produttivi, come quello sanitario, i quali sono più diffusamente caratterizzati di altri da rapporti con l’acquirente pubblico.

Come ripetutamente sottolineato dalla Commissione europea, i ritardi di pagamento e le differenze nelle prassi amministrative tra gli Stati membri sono anche di ostacolo agli scambi transfrontalieri ed alla realizzazione del mercato interno. Più in generale, quando i tempi dei pagamenti sono incerti, l’impresa si trova, indirettamente, a “finanziare” l’amministrazione pubblica. Non tutte le imprese sono in grado di assolvere agevolmente a questa funzione impropria e le condizioni di accesso dell’impresa alle risorse finanziarie non sono sempre univocamente connesse all’efficienza ed alla qualità della produzione. Inoltre, quest’onere aggiuntivo, quanto ingiustificato, può risultare particolarmente gravoso per le piccole e medie imprese (P.M.I.), per le quali il fenomeno dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali costituisce una tra le principali cause di fallimento e di perdita di posti di lavoro1.

Il rischio del mancato rispetto dei tempi di pagamento da parte delle amministrazioni può determinare ex ante un effetto dissuasivo alla partecipazione di alcune categorie di imprese alle gare d’appalto. Ma, più probabilmente, le aspettative sui ritardi di pagamento possono determinare una lievitazione dei prezzi delle prestazioni offerte dalle imprese alle amministrazioni. Così, l’inaffidabilità di alcune amministrazioni può comportare maggiori esborsi anche per quelle che rispettano i tempi di pagamento.

Nel momento in cui l’amministrazione appaltante deroga ex post alle condizioni di pagamento originariamente concordate, ovvero ne ritarda l’esecuzione, viene sostanzialmente meno lo schema concorrenziale sulla base del quale è stata condotta la gara; in pratica, il mancato rispetto delle condizioni di pagamento riduce il valore reale del corrispettivo pattuito. Ne possono derivare varie conseguenze negative, sia per la concorrenza, sia per l’efficienza complessiva della domanda pubblica incorporata negli appalti. Il mancato rispetto delle condizioni di pagamento potrebbe indurre ad un “aggiustamento” della prestazione dovuta dall’impresa appaltatrice, anche con il tacito consenso dell’amministrazione appaltante, e ciò può comportare uno scadimento quali-quantitativo della prestazione pattuita, con ricadute negative sull’utenza finale nonché sui costi da essa sopportati.

Una diffusa situazione di mancato rispetto delle condizioni di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni contribuisce a scoraggiare la partecipazione delle imprese estere al mercato interno degli appalti pubblici. In questo senso, il fenomeno non rientra soltanto tra i profili generalmente trattati nel descrivere il “rischio commerciale” (cioè tra gli elementi che le imprese dovrebbero considerare, attraverso l’acquisizione di opportune informazioni, nell’intrattenere rapporti economici e finanziari con altre imprese), ma costituisce uno degli elementi determinanti per definire il c.d. “rischio Paese”2.

2. L’evoluzion...

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