Capitolo Primo

Autore:Pennetta, Piero
Pagine:17-53
RIEPILOGO

1. Evoluzione del fenomeno dell’organizzazione internazionale: la proliferazione di forme associative regionali - 1.1 Rapporti fra organizzazioni universali ed organizzazioni regionali - 1.2 Nascita ed evoluzione delle organizzazioni regionali nei paesi in via di sviluppo - 1.3 Attuale diffusione delle organizzazioni regionali nei paesi in via di sviluppo - 2. L’organizzazione internazionale... (visualizza il riepilogo completo)

 
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1. Evoluzione del fenomeno dell’organizzazione internazionale: la proliferazione
di forme associative regionali
1.1 Rapporti fra organizzazioni universali ed organizzazioni regionali
Ai ni di una più consapevole analisi, appare opportuno in via preliminare
compiere alcune osservazioni sul fenomeno dell’organizzazione internazionale
nella sua attuale fase di sviluppo. Essa costituisce un fenomeno politico, econo-
mico e, nella nostra prospettiva, giuridico, sviluppatosi storicamente soprattutto
nel secondo dopoguerra con la nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e
degli Istituti specializzati a quella collegati. Tale complessa ed articolata esperienza,
caratterizzata da una partecipazione soggettiva tendenzialmente universale, è stata
per così dire completata con la creazione, nel corso degli anni Novanta, sulla base
della precedente esperienza del General Agreement on Tariff and Trade -GATT-,
dell’Organizzazione Mondiale del Commercio -OMC-.
Quale ulteriore articolazione della dimensione universale, sono sorte nel tempo
una pluralità di autonome organizzazioni internazionali regionali. Organizza-
zioni da qualicare, più correttamente, come parziali cioè caratterizzate da una
partecipazione soggettiva limitata ove, com’è evidente, non si riscontra alcuna
aspirazione all’universalità1. La legittimazione di tale dimensione parziale della
cooperazione interstatuale rispetto a quella universale si ritrova nella stessa Carta
delle Nazioni Unite. Anche se può osservarsi il riferimento quasi sussidiario alla
legittima difesa collettiva e, soprattutto, quello prevalente alla funzione specica
di carattere strumentale del mantenimento della pace e della sicurezza collettiva
(art.51 ed artt.52-54 della Carta)2.
1 D R. J., L’Etat et l’organisation international, in D R. J. (ed.), Manuel sur les
organisations internationales, Dordrecht, 1998, 2éme ed., p.15 correttamente rileva come in
un’organizzazione con una partecipazione soggettiva limitata quello che viene perso in estensione
spaziale viene recuperato in dinamismo funzionale ed in sviluppo strutturale.
2 Sul tema, cfr. G K. a. F T., Regional Security and Global Governance. A Study
of Interaction Between Regional Agencies and the UN Security Council With A Proposal for a
Regional-Global Security Mechanism, Bruxelles, 2006; A A., Regional Organisations and the
Development of Collective Security. Beyond Chapter VIII of the UN Charter, Oxford-Portland, 2004,
in part. pp.31-44; S N. a. F T., The Role of Regional Integration in the Promotion of
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Piero Pennetta – Integrazione europea ed integrazioni latino-americane e caraibiche
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Per quanto riguarda la materia economica, ed in primo luogo quella commer-
ciale, la compatibilità fra la partecipazione tendenzialmente universale e quella
parziale trova il suo tradizionale riferimento normativo nell’art.XXIV del GATT
1947 e nel suo Understanding on interpretation, approvato in occasione degli
Accordi di Marrakesh conclusivi dell’Uruguay Round. Inoltre, per la materia dei
servizi, rileva l’art.V del General Agreement on Trade in Services concluso nella
medesima occasione.
Come è noto, l’art.XXIV legittima, sulla base di particolari previsioni sostanziali
e procedurali, la creazione di zone di libero scambio e di unioni doganali con una
partecipazione soggettiva limitata e, per ciò stesso, tendenzialmente discriminatorie
rispetto alla dimensione multilaterale3. Non è evidentemente questa la sede per riper-
correre l’amplissimo dibattito sul tema né in riferimento alla problematica generale4
Peace and Security, UNU-CRIS o.p., 0-2006/2, 2006; O A., The Legal Framework
of Peace Operations by Regional Organisations, in Int’l Peacekeeping, 2007, p.111 ed in una
prospettiva politologica, A M., Les formes régionales du multilatéralisme: entre incerti-
tudes conceptuelles et pratiques ambiguës, in B B. et D G. (dirr.), Le multilatéralisme.
Nouvelles formes de l’action internationale, Paris, 2007, p.41. In precedenza, per tutti, V U.,
Les rapports entre l’ONU et les organisations régionales dans le domain du mantien de la paix,
in Recueil, 2001, n.290, p.227.
3 Sull’art.XXIV del GATT 1947 e sul Memorandum interpretativo esiste una dottrina ster-
minata, qui fra i tanti, cfr. P P. e L A., Diritto dell’Organizzazione Mondiale del
Commercio, Padova, 2002, pp.499-538; J J.H., Legal Problems of International Economic
Relations, St. Paul, 4th ed., 2002, pp.447-478; M M. et al., World Trade Organization.
Law, Practice, and Policy, Oxford, 2nd ed., 2006, pp.547-589; B L. a. O F. (eds.),
Regional Trade Agreements and the WTO Legal System, Oxford, 2006 nonché H P., Re-
gional Integration According to Article XXIV GATT – Between Law and Politics, in M. Planck Yb
UNL, 2003, p.219; H R.E. a. W J. P., Regulating regional trade agreements – A
legal analysis, in M P.F.J. et al. (eds.), The World Trade Organization: Legal, Economic
and Political Analysis, New York, 2005, v.II, p.205; C K., Multilateralism compromised: the
mysterious origins of GATT Article XXIV, in World Trade R., 2006, n.1, p.1; T A., Understand-
ing on the Interpretation of Article XXIV of the GATT 1994, in W R. et al. (eds.), WTO
Institutions and Dispute Settlement, Leiden-Boston, 2006, p.240; T J. P., International
trade: regionalism, in G A.T. a. S A. O. (eds.), Research handbook in international
economic law, Cheltenham-Northampton, 2007, p.151 e, da ultimo, B R. a. T
P., Multilateralising Regionalism: Ideas for a WTO Action Plan on Regionalism, London, 2008
e M A. D. a. L N.J.S., Legal requirements for PTAs under the WTO, in L
S. a. M B. (eds.), Bilateral and regional trade agreements: commentary and analysis,
Cambridge, 2009, p.81.
4 Il dibattito fra universalismo e regionalismo ovvero se la dimensione regionale costituisca un
ostacolo (stumbling block) o uno stimolo (building block) alla dimensione multilaterale è oggetto
di una letteratura sterminata nella sua eterogeneità. Qui limitatamente ad alcuni recenti contributi,
cfr. F C. (ed.), The WTO and Reciprocal Preferential Trading Agreements, Cleltenham-
Northampton, 2007; B J.H. et al., The evolution of the trade regime, Princeton-Oxford,
2006, pp.153-181 nonchè C S., Defragmenting World Trade, in Northwestern J. Int’l Law &
Bus., 2006, n.1, p.40; T J. P., op.cit., pp.160-169 e T L. E., The Proliferation
of Free Trade Agreements: Bane or Beauty?, in JWT, 2006, n.2, p.367; S J. J., The Future
of the Multilateral Trading System in a Multi-Polar World, Bonn, DIE d. p. 8/2008. In precedenza
C S., Breaking the Barrier between Regionalism and Multilateralism. A New Perspective on
Trade Regionalism, in Harvard Int’l L. J., 2001, n.3, p.416.
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né in relazione alla specica area latino-americana e caraibica5. Ci sia consentito di
osservare solo la complessa e controversa relazione che si viene ad instaurare fra
globalizzazione, regionalizzazione e sviluppo economico, in particolare per quel
che riguarda i paesi in via di sviluppo6. Comunque, in relazione ad una prassi di
accordi parziali eccezionalmente ampia, non può non riconoscersi come l’art.XXIV
abbia sinora funzionato assai poco7 e come appaia difcile considerarlo come la
norma di coordinamento, gerarchicamente superiore, fra disciplina universale e
disciplina regionale8.
In rapporto alla dinamica delle organizzazioni parziali o regionali, non sembra
potersi in alcun modo cogliere un rapporto di evoluzione lineare fra le diverse
tipologie ovvero c.d. gradi di sviluppo. Una prassi storica ormai consolidata
relativa alle organizzazioni regionali rende evidente come ciascuna fattispecie
costituisca un unicum9. Sì che è agevole rilevare come non si realizzi necessaria-
mente un continuum fra zona di libero scambio, unione doganale ed altre forme
più avanzate di cooperazione regionale quali mercato comune, unione economica
e monetaria, etc.10. D’altra parte, lo sviluppo degli scambi commerciali all’interno
di una determinata area geograca può svilupparsi anche in assenza, ovvero con
una presenza poco signicativa di accordi formali. Possono, infatti, sussistere
5 Cfr. E C., El Mercosur entre el regionalismo y el multilateralismo, in D B
C. M. y F L C. (coor.), op. cit., p.71; E R., Regional trade integration in the
Americas during the 1990s: reections on some trends and their implication for the multilateral trade
system, in J. Int’l Ec. L. , 2001, p.367; P F., La implementación de los acuerdos preferenciales
regionales y sus normas: las experiencias de la Asociación Latinoamericana de Integración y del
MERCOSUR, in Integr. & Com., 2005, n.23, p.59; P R. L., Regionalismo e Multilateralismo,
in B C P. e V L V. (coord.), op. cit., p.155 e H M., América
Latina en un tiempo de transguración de los Estados nacionales, los tratados de libre comercio
y el orden multilateral, in Rev. Aportes, 2008, n.18, p.19.
6 In proposito, da ultimo, cfr. Trade and Development Report, 2007, UNCTAD, New York and
Geneva, 2007, UNCTAD/TDR/2007, in particolare cap.IV Regional cooperation and trade integra-
tion among developing countries. Sul rapporto fra cooperazione regionale e sviluppo economico, cfr.
S M. a. W L. A., Intégration Régionale et Développement, Washington-Paris, 2003.
7 Nel Doha Round è emersa la necessità di un negoziato che contribuisca ad una migliore disci-
plina sia sostanziale che procedurale, anche in relazione ai paesi in via di sviluppo; cfr. Déclaration
Ministérielle de Doha, WT/(MIN) 01/DEC/1, 14.11.2001.
8 Per un riconoscimento delle difcoltà politiche e giuridiche dell’applicazione dell’art.XXIV e
per un ”mutual recognition, accomodation and respect between the WTO and regional agreements”,
cfr. P J., Legal Avenues to “Multilateralizing Regionalism”: Beyond article XXIV, Paper
presented at the Conference on Multilateralizing Regionalism, WTO – HEI, 10-12.9.2007, Geneva
e G H., Organisation Mondiale du Commerce et accords commerciaux régionaux. Le bilaté-
ralisme conquérant ou le nouveau visage du commerce international, in RGDIP, 2008, n.2, p.255.
Cfr. altresì K J. B., A Legal Review of RTA Tariff Negotiations, in LIEI, 2008, n.2, p.157.
9 In Trade and Development Report… op.cit, p.viii, si osserva come “The form that such coop-
eration takes will depend not only on specic historical, geographical and political circumstances
in a region, but on the relative weight given to market forces and the State intervention – a choice
that can inuence economic policies at the national and global levels”.
10 Cfr. E S.J., The Sequencing of Regional Integration, in Aussenwirt., 2004, n.4, p.351.
Peraltro l’unione doganale sembra comportare la quasi necessitata denizione di Formal institutions
necessarie per il suo funzionamento; cfr., S K., Europe and the loss of sovereignty, in
ICLQ, 2007, n.3, p.475.

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