Capitolo Terzo

Autore:Pennetta, Piero
Pagine:187-236
RIEPILOGO

1. L’azione dell’Unione europea in favore dei paesi in via di sviluppo - 1.1 Generalità - 1.2 L’Unione europea ed in paesi in via di sviluppo - 1.3 Rapporti con Stati, Gruppi di Stati ed Organizzazioni internazionali - 2. Le relazioni dell’Unione europea con l’America latina ed i Caraibi - 2.1 Quadro d’insieme - 2.2 Evoluzione storica e disciplina attuale - 2.3 Il Summit di Lima - 3. I rapporti... (visualizza il riepilogo completo)

 
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1. L’azione dell’Unione europea in favore dei paesi in via di sviluppo
1.1 Generalità
Valutati comparativamente i processi di integrazione così come realizzati in
Europa ed in America latina e nei Caraibi, ulteriore obbiettivo della ricerca é
l’analisi dei rapporti instauratisi nel tempo fra l’Europa comunitaria e il mondo
latino-americano e caraibico. A tal ne si deniranno sia le più generali relazioni
inter-regionali transatlantiche, sia quelle, più speciche, sorte nel tempo fra la
Comunità, poi Unione europea1, e le singole forme associative del sub-continente
americano. In merito, occorre anticipare come tali rapporti siano in una fase di
particolare dinamismo, sì che le conclusioni cui si giungerà esprimono solo una
linea di tendenza, solo relativamente consolidata2.
Le relazioni interregionali si riferiscono all’ampio spettro dell’azione esterna
dell’Unione europea. Si tratta di rapporti in materia commerciale ma anche di
assistenza tecnica e nanziaria che si inseriscono nel quadro di una più ampia
cooperazione allo sviluppo e, più di recente, di un’azione politica in materia di
gestione delle crisi internazionali ed anche di peace keeping. In tale complesso
quadro, caratterizzato da un accentuato dinamismo e da non lievi difcoltà anche di
ordine istituzionale, possono cogliersi i presupposti politico-giuridici della nostra
1 Sull’attribuzione della personalità giuridica internazionale all’Unione europea nell’ambito della
costruzione a pilastri, oltre  K G. et M S., op. cit. cfr., fra i tanti, T
A., La personalità internazionale dell’Unione europea, in Dir. U. E., 1998, n.2/3, p.123; N
N., A partner with a troubled personality the EU treaty-making in matters of CFSP and JHA after
the Treaty of Amsterdam, in Eur. For. Aff. R., 2004, p.177; V D., The European Community,
the European Union and the International Law of Treaties, Asser Press, 2004; G L., L’Union
européenne, sujet de droit international, in RGDIP, 2006, n.2, p.342; H G., The Legal
Personality of International Organizations: The Political Context of International Law, in Essays
Neuhold… op.cit., p.81; R P.-A., Les accords externes européens: les limites de l’engagement
conventionnel de l’Union européenne, in RDUE, 2007, n.4, p.869 e S A., The conclusion of inter-
national agreements by the European Union in the context of the ESDP, in ICLQ, 2008, n.1, p.53.
In merito il TUE indica sinteticamente all’art.47 “L’Unione ha personalità giuridica”.
2 Come è noto, concluso l’accordo APE fra UE e CARIFORUM, sono in corso negoziati con
MERCOSUR, Comunidad Andina e paesi centroamericani per la denizione di nuovi trattati bila-
terali. Viceversa pressoché inesistenti sono i rapporti con SELA, ALADI e AEC.
Capitolo Terzo
Integrazione europea ed integrazioni latino-americane e caraibiche
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analisi. Essi sono almeno tre ed il primo è identicabile nel ruolo che l’Unione
europea ha svolto3 e, ancor più, intende svolgere come soggetto globale nelle
relazioni internazionali, non più solo limitatamente alle materie economiche4. È
peraltro di tutta evidenza come tale azione esterna, così come realizzata nel corso
di circa cinquant’anni, risulti spesso il portato di particolari esigenze storiche. Si
tratta di scelte realizzate in peculiari momenti storico-temporali e che, pertanto,
rispondono ad esigenze contingenti di carattere geograco o politico. Basti pensare
ai rapporti con i paesi del Mediterraneo ovvero a quelli con i paesi già sottoposti
a dominio coloniale5. Solo a partire dal Trattato di Maastricht, nell’ambito della
Politica estera e di sicurezza comune si è realizzata la non agevole ricerca di una
coerenza politica, secondo la quale l’Unione europea dovrebbe operare nelle
relazioni internazionali quale soggetto globale e sulla base di principi condivisi,
con strumenti differenziati di soft power6.
3 Sulla complessa azione esterna dell’Unione, qui ci si limita ad alcune indicazioni, peraltro
precedenti al Trattato di Lisbona; cfr., C E. (ed.), The European Union as an Actor
in International Relations, The Hague, 2003; E P., External Relations of the European
Union, Oxford, 2004; D R. (ed.), European Union Foreign and Security Policy,
London-New York, 2005; S H., European Union Foreign Policy, London-Sterlin, 2005;
M P., Le relazioni internazionali dell’Unione europea, Milano, 2005; M J.M., The
New World Architecture. The Role of the European Union in the Making of Global Governance,
New Brunswick-London, 2005; K P., EU International Relations Law, Oxford-Portland,
2006; J R. K. et al. (eds.), The European Union in World Politics, New Delhi, 2006; C
N. a. M C. (eds.), European Foreign Policy in an Evolving International System, New York,
2007; R C. (cur.), L’azione esterna dell’Unione europea, 2a ed., Napoli, 2007 (nonché la prima
edizione del 2005 già citata). Cfr. altresì i brillanti contributi di G B R., Some reections
on the CFSP legal order, in CMLR, 2006, p.337 e di C E., Le relazioni esterne della
Comunità: verso un nuovo paradigma unitario?, in Dir. U.E., 2007, n.2, p.223.
4 Cfr., di recente, S M., The European Union and International Order: European and
Global Dimensions, in Eur. For. Aff. R., 2007, p.437; Z J., Europe as a global actor: em-
pire by example?, in Int’l Aff., 2007, n.3, p.471; M D., The European Union: Protagonist
in a Multilateral World Order or Peripheral Power in the «Asia-Pacic Century», in Int’le Politik,
2007, n.1, p.125 (in spagnolo in Nueva Soc., 2007, n.42, p.1);  B A., The European
Unionas Situation, and Promoter of the International Law of Cultural Diversity - Elements of a
Beautiful Friendship, J. Monnet w. p. n° 13/07, New York e K P., Primary law and policy
in EU external relations – moving away from the big picture, in Eur. L. R., 2008, n.33, p.666 ed in
precedenza, con particolare riferimento all’America Latina,  V Á., The European
Union and the New Multilateralism, in J H. a.  V Á., The European Union,
Mercosur, and the new world order, London, 2003, p.29.
5 Il rapporto privilegiato instaurato con i paesi arabi del Mediterraneo è frutto sia di una contiguità
geograca sia dei trascorsi rapporti coloniali di alcuni Stati membri. In proposito può agevolmente
rilevarsi come la maggior parte degli attuali 27 membri all’Unione non abbia mai esercitato alcun
dominio coloniale né nel Mediterraneo né altrove ma che, viceversa, Malta e Cipro, siano state
sottoposte alla sovranità britannica.
6 Peculiarità dell’Unione europea è quella di operare nella sua azione esterna per l’affermazione
dei diritti umani e dei principi democratici e tale principio risulta esplicitamente ripreso all’art.21,
1° comma del nuovo TUE. Lo stesso può dirsi per valori sociali, propugnati in particolare in
collegamento con l’azione in materia commerciale. Sul tema, cfr. a livello documentale il recente
documento del Consiglio, EU guidelines on human rights dialogues with third countries, Brussels,
22.12.2008, 16526, PESC 1591 COHOM 147 e, in dottrina, J T J.D., La promoción
de los derechos humanos y de los principios democráticos en las relaciones exteriores de la Unión
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Capitolo Terzo
In proposito, un momento di sintesi e di razionalizzazione delle differenti prece-
denti articolazioni è ora espresso dal Trattato di Lisbona. Vi si detta una disciplina
parzialmente nuova relativa ai principi comuni ed ai fondamenti dell’azione ester-
na, peraltro collegata con un rafforzamento dell’apparato istituzionale, realizzato
attraverso l’azione dell’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di
sicurezza. Il Trattato di Lisbona sembra raticare l’evoluzione da una Comunità
caratterizzata da taluni e privilegiati rapporti esterni ad un’Unione europea, am-
bizioso soggetto attivo delle relazioni internazionali globali. In tal senso, l’art.21
del TUE indica come necessaria la coerenza politica dell’azione esterna, sia in
rapporto ai soggetti terzi e nelle diverse articolazioni sinora realizzate (politica,
commerciale, di cooperazione allo sviluppo, etc.), sia in rapporto alle singole
politiche interne dell’Unione.
Al ne di realizzare tale coerenza politica, nel TUE si introduce un nuovo Titolo
V relativo a Disposizioni generali sull’azione esterna dell’Unione e disposizioni
speciche sulla politica estera e di sicurezza comune. Tale Titolo si articola in
un Capo I relativo a Disposizioni generali sull’azione esterna dell’Unione (artt.
21 e 22), ed in un Capo II relativo a Disposizioni speciche sulla politica estera
e di sicurezza comune7. Per quanto riguarda i principi indicati nel fondamentale
art.21, corre l’obbligo di sottolineare come essi debbano riettere l’alto prolo
che dovrebbe informare l’azione dell’Unione sulla scena internazionale8.
Il nuovo approccio globale denito nel TUE, trova il suo logico pendant nel
Trattato sul Funzionamento, la cui Parte Quinta è relativa all’Azione esterna
dell’Unione. Vi si prevede un’ulteriore articolazione in ben sette Titoli: Titolo I
-Disposizioni generali-; Titolo II -Politica commerciale comune-; Titolo III -Coo-
perazione con i paesi terzi e aiuto umanitario -, mentre i successivi Titoli IV, V,
VI e VII si riferiscono a singoli specici aspetti dell’azione esterna9. Sembra così
denirsi, almeno in potenza, un quadro complessivo coerente ed articolato sul
ruolo che l’Unione europea intende realizzare nelle sue relazioni esterne.
Il secondo presupposto cui la nostra ricerca deve necessariamente far riferi-
mento è relativo all’azione che l’Unione europea ha svolto ed intende svolgere in
Europea: Mecanismos jurídicos, Barcelona, 2005 e V J., On Carrots and Sticks: The
Social Dimension of EU Trade Policy, in Eur. For. Aff. R., 2008, p.561.
7 Tale Capo, a sua volta, è diviso in due sezioni relative, rispettivamente, a Disposizioni Comuni
ed a Disposizioni sulla Politica estera e di sicurezza comune; cfr. S F., Le Traité de
Lisbonne et l’action extérieure de l’Union européenne, GRIP, Bruxelles, 2007/5 e J A. a.
N S., EU Foreign Policy: Exploring the integrative potential of the Lisbon Treaty, IIEB w. p.
32, Leuven, July 2008.
8 L’art. 21 prevede al paragrafo 1, primo comma “L’azione dell’Unione sulla scena interna-
zionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento e
che essa si pregge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità
e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana,
principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e
del diritto internazionale”.
9 I Titoli IV, V, VI e VII della parte Quinta del TFUE sono relative, rispettivamente, a Misure
restrittive, Accordi internazionali, Relazioni dell’Unione con le organizzazioni internazionali e i
paesi terzi e le delegazioni dell’Unione e Clausola di solidarietà.

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