Conclusiones del Abogado General Sr. P. Pikamäe, presentadas el 21 de noviembre de 2019.
| Jurisdiction | European Union |
| Celex Number | 62018CC0836 |
| ECLI | ECLI:EU:C:2019:1004 |
| Date | 21 November 2019 |
| Court | Court of Justice (European Union) |
Edizione provvisoria
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
PRIIT PIKAMÄE
presentate il 21 novembre 2019 (1)
Causa C‑836/18
Subdelegación del Gobierno en Ciudad Real
contro
RH
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla-La Mancha (Corte superiore di giustizia di Castiglia-La Mancia, Spagna)]
«Rinvio pregiudiziale – Cittadinanza dell’Unione europea – Articolo 20 TFUE – Diritto di soggiorno, in uno Stato membro, di un cittadino di un paese terzo, coniuge di un cittadino dell’Unione che non ha mai esercitato la propria libertà di circolazione – Normativa nazionale che subordina la concessione del diritto di soggiorno alla condizione che il cittadino dell’Unione disponga di risorse economiche sufficienti per provvedere ai bisogni del coniuge – Diniego fondato sulla mancanza di risorse sufficienti – Modalità di valutazione del rapporto di dipendenza esistente tra il cittadino di un paese terzo e il cittadino dell’Unione»
I. Introduzione
1. La presente causa verte sulle modalità di attuazione del diritto di soggiorno derivato che deve essere riconosciuto, in uno Stato membro, sulla base dell’articolo 20 TFUE, a un cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell’Unione europea che non ha mai esercitato la propria libertà di circolazione.
2. Detta causa offre alla Corte l’occasione per ricordare i principi da essa sviluppati a tal fine nelle sentenze del 10 maggio 2017, Chavez‑Vilchez e a. (2), e dell’8 maggio 2018, K.A. e a. (Ricongiungimento familiare in Belgio) (3) nel quadro di una controversia in cui la domanda di permesso di soggiorno è stata presentata da un cittadino di un paese terzo, coniuge di un cittadino dell’Unione, ed è stata poi respinta senza alcuna valutazione in merito all’esistenza di un rapporto di dipendenza tra dette due persone.
II. Contesto normativo
A. Diritto dell’Unione
3. L’articolo 1 della direttiva 2004/38/CE (4) così dispone:
«La presente direttiva determina:
a) le modalità d’esercizio del diritto di libera circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati membri da parte dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari;
b) il diritto di soggiorno permanente nel territorio degli Stati membri dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari;
(...)».
4. L’articolo 3 della suddetta direttiva, intitolato «Aventi diritto», dispone, al suo paragrafo 1, quanto segue:
«La presente direttiva si applica a qualsiasi cittadino dell’Unione che si rechi o soggiorni in uno Stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza, nonché ai suoi familiari ai sensi dell’articolo 2, punto 2, che accompagnino o raggiungano il cittadino medesimo».
5. L’articolo 7, paragrafi 1 e 2, della direttiva in parola prevede quanto segue:
«1. Ciascun cittadino dell’Unione ha il diritto di soggiornare per un periodo superiore a tre mesi nel territorio di un altro Stato membro, a condizione:
(...)
b) di disporre, per se stesso e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti, affinché non divenga un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato membro ospitante durante il periodo di soggiorno, e di un’assicurazione malattia che copra tutti i rischi nello Stato membro ospitante; o
(...)
d) di essere un familiare che accompagna o raggiunge un cittadino dell’Unione rispondente alle condizioni di cui alle lettere a), b) o c).
2. Il diritto di soggiorno di cui al paragrafo 1 è esteso ai familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro quando accompagnino o raggiungano nello Stato membro ospitante il cittadino dell’Unione, purché questi risponda alla condizioni di cui al paragrafo 1, lettere a), b) o c)».
B. Diritto spagnolo
6. L’articolo 68 del Código Civil (codice civile) è così formulato:
«I coniugi sono soggetti all’obbligo di convivenza e di fedeltà e assistenza reciproca. Inoltre, essi devono condividere le responsabilità domestiche e la cura degli ascendenti e discendenti e delle altre persone a loro carico».
7. L’articolo 1 del Real Decreto 240/2007, sobre entrada, libre circulación y residencia en España de ciudadanos de los Estados miembros de la Unión Europea y de otros Estados parte en el Acuerdo sobre el Espacio Económico Europeo (regio decreto n. 240/2007, disciplinante l’ingresso, la libera circolazione e il soggiorno in Spagna dei cittadini degli Stati membri dell’Unione europea e degli altri Stati parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo) (5), del 16 febbraio 2007, nella versione applicabile al procedimento principale, così dispone:
«1. Il presente regio decreto fissa le condizioni per l’esercizio dei diritti di ingresso e uscita, di libera circolazione, di soggiorno, di soggiorno permanente e di lavoro in Spagna per i cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea e degli altri Stati parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo, oltre ai limiti previsti ai summenzionati diritti previsti per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica.
2. Il contenuto del presente regio decreto fa salve le disposizioni delle leggi speciali e dei trattati internazionali cui la Spagna ha aderito».
8. L’articolo 2 del regio decreto di cui trattasi così dispone:
«Il presente regio decreto si applica altresì, nei termini qui previsti, ai familiari di seguito elencati di un cittadino di un altro Stato membro dell’Unione europea o di un altro Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo, a prescindere dalla loro nazionalità, quando lo accompagnino o raggiungano:
a) il coniuge, a condizione che non sia intervenuto un accordo o una dichiarazione di nullità del matrimonio, di divorzio o di separazione personale.
(...)».
9. L’articolo 7 del regio decreto in esame è formulato come segue:
«1. Ogni cittadino dell’Unione o cittadino di un altro Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo ha diritto di soggiornare sul territorio dello Stato spagnolo per un periodo superiore a tre mesi:
(...)
b) se dispone, per sé e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti, affinché non divenga un onere a carico dell’assistenza sociale spagnola durante il periodo di soggiorno, e di un’assicurazione malattia che copra tutti i rischi in Spagna; o,
(...)
d) se è un familiare che accompagna o raggiunge un cittadino dell’Unione o di un altro Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo rispondente alle condizioni di cui alle lettere a), b) o c).
2. Il diritto di soggiorno di cui al paragrafo 1 è esteso ai familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro quando accompagnino o raggiungano in Spagna il cittadino dell’Unione o di un altro Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo, purché questi risponda alla condizioni di cui al paragrafo 1, lettere a), b) o c).
(...)
7. Per quanto concerne i mezzi di sussistenza sufficienti, non può essere previsto un importo fisso e occorre tener conto della situazione personale dei cittadini dello Stato membro dell’Unione europea o dell’altro Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo. In ogni caso, detto importo non può essere superiore al livello di risorse finanziarie al di sotto del quale i cittadini spagnoli percepiscono un’assistenza sociale o all’importo della pensione minima di sicurezza sociale».
III. Fatti del procedimento principale e questioni pregiudiziali
10. Il 13 novembre 2015 RH, cittadino marocchino, sposava a Ciudad Real (Spagna) una cittadina spagnola. Quest’ultima, essendo in possesso della cittadinanza spagnola, è cittadina dell’Unione, ma non ha mai esercitato il diritto di libera circolazione all’interno di essa. Dalla decisione di rinvio risulta che l’amministrazione nazionale non mette in dubbio la validità e la legittimità di detto matrimonio e che, a carico di RH, non sussiste alcun divieto di ingresso sul territorio nazionale.
11. I coniugi convivono a Ciudad Real insieme al padre della cittadina spagnola.
12. Il 23 novembre 2015 RH presentava alla competente autorità nazionale una domanda di permesso di soggiorno come familiare di un cittadino dell’Unione.
13. Il 20 gennaio 2016 la summenzionata autorità respingeva la domanda sulla base dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regio decreto n. 240/2007, ritenendo che la moglie di RH non avesse dimostrato di disporre personalmente di risorse economiche sufficienti per provvedere ai bisogni del coniuge, in linea con i requisiti previsti dalla disposizione di cui trattasi.
14. Il 10 marzo 2016 detta decisione veniva confermata dal Subdelegado del Gobierno de Ciudad Real (Subdelegazione del governo di Ciudad Real, Spagna).
15. RH proponeva quindi ricorso dinanzi al Juzgado de lo Contencioso-Administrativo nº 2 de Ciudad Real (tribunale amministrativo n. 2 di Ciudad Real, Spagna), sostenendo che l’articolo 7 del regio decreto n. 240/2007 non era applicabile in una situazione come quella controversa in cui la cittadina spagnola non ha mai esercitato la propria libertà di circolazione. Il giudice summenzionato accoglieva il ricorso, condividendo le considerazioni svolte da RH.
16. L’amministrazione dello Stato ha interposto appello avverso la suddetta sentenza dinanzi al Tribunal Superior de Justicia de Castilla-La Mancha (Corte superiore di giustizia di Castiglia-La Mancia, Spagna), che ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti due questioni pregiudiziali:
«1) Se l’obbligo, per il cittadino spagnolo che non ha esercitato il proprio diritto di libera circolazione, di soddisfare i requisiti di cui all’articolo 7, paragrafo 1, del regio decreto 240/2007, quale condizione necessaria per il riconoscimento del diritto di soggiorno del suo coniuge extracomunitario ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 2, del medesimo decreto, possa comportare, qualora non sussistano detti requisiti, la violazione dell’articolo 20 [TFUE] nel caso in cui, in seguito al diniego di tale diritto, il cittadino spagnolo si veda obbligato a lasciare il territorio dell’Unione considerato nel suo...
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