Council Directive 2010/88/EU of 7 December 2010 amending Directive 2006/112/EC on the common system of value added tax, with regard to the duration of the obligation to respect a minimum standard rate

Published date10 December 2010
Subject MatterValue added tax,Approximation of laws,Taxation
Official Gazette PublicationOfficial Journal of the European Union, L 326, 10 December 2010
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10.12.2010 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 326/1

DIRETTIVA 2010/88/UE DEL CONSIGLIO

del 7 dicembre 2010

che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto, in relazione alla durata dell’obbligo di applicazione di un’aliquota normale minima

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 113,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Parlamento europeo,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,

deliberando secondo una procedura legislativa speciale,

considerando quanto segue:

(1) L’articolo 97, paragrafo 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio (1) statuisce che a decorrere dal 1o gennaio 2006 e fino al 31 dicembre 2010 l’aliquota normale non può essere inferiore al 15 %.
(2) L’aliquota normale dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) attualmente in vigore in diversi Stati membri, in combinazione con i meccanismi del regime transitorio, ha assicurato un funzionamento accettabile del regime in questione. Le nuove norme relative al luogo della prestazione di servizi, che favoriscono il principio della tassazione nel luogo di consumo, hanno ulteriormente limitato le possibilità di ricorrere alla delocalizzazione per trarre vantaggi dalle differenze tra le aliquote IVA ed hanno ridotto le potenziali distorsioni della concorrenza.
(3) Per evitare che una crescente divergenza tra le aliquote normali dell’IVA applicate dagli Stati membri provochi squilibri strutturali nell’Unione europea e distorsioni della concorrenza in alcuni settori dell’economia, è prassi comune, nell’ambito delle imposte indirette, stabilire aliquote minime. È ancora necessario fare questo per l’IVA.
(4) In attesa dell’esito delle consultazioni su una nuova strategia IVA che affronti le future disposizioni e i corrispondenti livelli di armonizzazione, sarebbe prematuro stabilire un livello di aliquota normale permanente o ipotizzare di modificare il livello di aliquota minima.
(5) È pertanto opportuno mantenere l’aliquota normale minima al 15 % per un periodo sufficientemente lungo da garantire la certezza del diritto, consentendone nel contempo l’ulteriore revisione.
(6) Ciò non preclude
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