Decision No 633/2009/EC of the European Parliament and of the Council of 13 July 2009 granting a Community guarantee to the European Investment Bank against losses under loans and loan guarantees for projects outside the Community

Published date22 July 2009
Subject MatterEuropean Investment Bank (EIB),External relations
Official Gazette PublicationOfficial Journal of the European Union, L 190, 22 July 2009
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22.7.2009 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 190/1

DECISIONE N. 633/2009/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 13 luglio 2009

che accorda alla Banca europea per gli investimenti una garanzia della Comunità in caso di perdite dovute a prestiti e garanzie sui prestiti a favore di progetti realizzati al di fuori della Comunità

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 179 e 181A,

vista la proposta della Commissione,

deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato (1),

considerando quanto segue:

(1) Dal 1963 la Banca europea per gli investimenti («BEI») ha intrapreso operazioni al di fuori della Comunità a sostegno delle politiche esterne della Comunità.
(2) La maggior parte delle operazioni è stata realizzata su richiesta del Consiglio e ha beneficiato di una garanzia a carico del bilancio comunitario gestita dalla Commissione. Più recentemente, per il periodo 2000-2007 la garanzia comunitaria è stata istituita con la decisione 2008/580/CE del Consiglio, del 23 giugno 2008, che accorda alla Banca europea per gli investimenti una garanzia della Comunità in caso di perdite dovute a prestiti a favore di progetti realizzati al di fuori della Comunità (paesi vicini dell’area sud-est, paesi mediterranei, America Latina e Asia, Repubblica del Sudafrica) (2) e con le decisioni 2001/777/CE del Consiglio, del 6 novembre 2001, che accorda alla Banca europea per gli investimenti una garanzia della Comunità in caso di perdite relative ad un’azione speciale di prestito destinata a progetti ambientali selezionati da realizzarsi, nell’ambito della dimensione settentrionale, nelle regioni della Russia che si affacciano sul Baltico (3) e 2005/48/CE del Consiglio, del 22 dicembre 2004, che accorda alla Banca europea per gli investimenti la garanzia della Comunità in caso di perdite risultanti da prestiti a favore di progetti realizzati in Russia, Ucraina, Moldova e Bielorussia (4) per specifiche azioni regionali di finanziamento.
(3) Per sostenere l’azione esterna della Comunità senza incidere sul merito di credito della BEI, è opportuno offrire alla BEI una garanzia a carico del bilancio della Comunità per le operazioni realizzate al di fuori della Comunità. È opportuno incoraggiare la BEI ad aumentare le operazioni realizzate al di fuori della Comunità senza ricorso alla garanzia comunitaria, in particolare nei paesi in fase di preadesione e nei paesi del Mediterraneo, oltre che nei paesi di altre regioni con un merito di credito a livello di «investment grade», ed è opportuno chiarire che la garanzia comunitaria copre i rischi politici o sovrani.
(4) La garanzia comunitaria dovrebbe coprire le perdite derivanti da prestiti e da garanzie sui prestiti a favore di progetti di investimento ammissibili per la BEI nei paesi coperti dallo strumento di assistenza preadesione (5) («IAP»), dallo strumento europeo di vicinato e partenariato (6) («ENPI») e dallo strumento di finanziamento della cooperazione allo sviluppo (7) («DCI»), quando il prestito o la garanzia sono stati concessi sulla base di un accordo sottoscritto non scaduto né annullato («operazioni di finanziamento della BEI»).
(5) Gli importi coperti dalla garanzia comunitaria ai sensi della presente decisione dovrebbero rappresentare massimali di finanziamento da parte della BEI nel quadro della garanzia comunitaria. Essi non dovrebbero costituire obiettivi che la BEI sia tenuta a raggiungere.
(6) Le politiche della Comunità in materia di relazioni esterne sono state oggetto di revisione ed estensione negli ultimi anni. Ciò ha interessato in particolare la strategia di preadesione, la politica europea di vicinato, i nuovi partenariati con l’America latina e con l’Asia sudorientale, nonché il partenariato strategico dell’Unione europea con la Russia, l’Asia centrale, la Cina e l’India. Lo stesso si può affermare in relazione alle politiche della Comunità in materia di sviluppo, che sono state ormai estese a tutti i paesi in via di sviluppo e rappresentano uno dei pilastri delle relazioni esterne della Comunità, in quanto offrono una soluzione elaborata su misura per le esigenze dei paesi in via di sviluppo.
(7) Dal 2007 le relazioni esterne della Comunità sono state altresì sostenute dai nuovi strumenti finanziari, ossia lo IAP, l’ENPI, il DCI, l’Iniziativa europea per la democrazia e i diritti dell’uomo (EIDHR) (8) e lo strumento per la stabilità (9).
(8) Le operazioni di finanziamento della BEI dovrebbero essere coerenti con le politiche esterne della Comunità e sostenerle, anche per quanto riguarda specifici obiettivi regionali, e dovrebbero contribuire all’obiettivo generale, di cui agli articoli 177 e 179 del trattato, della promozione e del consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e all’osservanza degli accordi internazionali in materia ambientale dei quali la Comunità è parte. Per quanto concerne in particolare i paesi in via di sviluppo, le operazioni di finanziamento della BEI dovrebbero promuovere: lo sviluppo economico e sociale sostenibile di tali paesi, segnatamente di quelli tra loro che sono più svantaggiati; la loro integrazione agevole e graduale nell’economia mondiale; la campagna contro la povertà; l’obiettivo generale dello sviluppo e del consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto; l’obiettivo generale del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, così come la conformità con gli obiettivi approvati dalla Comunità nel contesto delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali competenti. È opportuno che, assicurando la coerenza complessiva con le azioni comunitarie, il finanziamento della BEI sia complementare alle politiche, ai programmi e agli strumenti di assistenza corrispondenti della Comunità nelle varie regioni. Inoltre, è opportuno che la tutela dell’ambiente e la sicurezza energetica degli Stati membri rientrino tra gli obiettivi di finanziamento della BEI in tutte le regioni ammissibili. Le operazioni di finanziamento della BEI dovrebbero essere realizzate nei paesi che rispettano condizioni adeguate, conformi ad accordi di alto livello conclusi con la Comunità su aspetti politici e macroeconomici.
(9) È opportuno rafforzare il dialogo politico tra la Commissione e la BEI, così come la pianificazione strategica e la coerenza tra il finanziamento della BEI e quello della Commissione. Occorre rafforzare il legame tra le attività realizzate dalla BEI al di fuori della Comunità e le politiche comunitarie tramite il potenziamento della cooperazione tra la BEI e la Commissione sia a livello centrale sia in loco. È opportuno che un tale coordinamento rafforzato includa tra l’altro la consultazione reciproca preventiva sugli aspetti politici, la preparazione di documenti di importanza reciproca e la programmazione dei progetti. Un’importanza particolare riveste la consultazione preventiva sui documenti di programmazione strategica redatti dalla Commissione o dalla BEI, al fine di massimizzare le sinergie tra le attività della BEI e quelle della Commissione e di misurare i progressi realizzati verso il conseguimento dei pertinenti obiettivi politici della Comunità.
(10) Nei paesi in fase di preadesione, è opportuno che le operazioni di finanziamento della BEI riflettano le priorità definite nei partenariati per l’adesione, nei partenariati europei, negli accordi di stabilizzazione e di associazione e nei negoziati con la Comunità. Nei Balcani occidentali l’azione della Comunità dovrebbe passare gradualmente dal sostegno alla ricostruzione al sostegno preadesione. In questo contesto, l’attività della BEI dovrebbe, inoltre, favorire l’aspetto del rafforzamento delle istituzioni, in cooperazione, se del caso, con altre istituzioni finanziarie internazionali attive nella regione. Nel periodo 2007-2011 è opportuno che il finanziamento a favore dei paesi candidati (Croazia, Turchia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia) rientri sempre più nel quadro dello strumento di preadesione messo a disposizione dalla BEI, strumento che dovrebbe essere esteso progressivamente agli altri potenziali paesi candidati dei Balcani occidentali, in funzione dei progressi da essi realizzati nel processo di adesione.
(11) Per quanto riguarda i paesi contemplati dall’ENPI, è opportuno che la BEI continui a potenziare le sue attività riguardanti l’area del Mediterraneo, mettendo l’accento sullo sviluppo del settore privato. Al riguardo, è necessaria la cooperazione con i paesi partner per promuovere lo sviluppo del settore privato e incoraggiare la riforma strutturale, in particolare la riforma del settore finanziario, nonché altre misure per favorire le attività della BEI, in particolare per assicurare che la BEI possa emettere obbligazioni nei mercati locali. Per quanto riguarda l’Europa orientale, il Caucaso meridionale e la Russia, è opportuno che la BEI intensifichi le sue attività nei paesi interessati, in linea con condizioni adeguate, conformi ad accordi di alto livello conclusi con il paese in questione su aspetti politici e macroeconomici. In questa regione la BEI dovrebbe finanziare progetti che presentano un interesse significativo per la Comunità nei settori dei trasporti, dell’energia, delle telecomunicazioni e dell’infrastruttura ambientale. La priorità dovrebbe essere data ai progetti da realizzare sulle estensioni dei principali assi della rete transeuropea, ai progetti aventi implicazioni transfrontaliere per uno o più Stati membri e ai progetti importanti che favoriscono l’integrazione regionale tramite l’aumento della connettività. Nel settore ambientale, è opportuno che in Russia la BEI dia priorità ai
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