European Commission v Printeos, SA.

JurisdictionEuropean Union
ECLIECLI:EU:C:2021:39
Docket NumberC-301/19
Date20 January 2021
Celex Number62019CJ0301
CourtCourt of Justice (European Union)

Edizione provvisoria

SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione)

20 gennaio 2021 (*)

«Impugnazione – Concorrenza – Intese – Decisione che constata una violazione dell’articolo 101 TFUE – Ammende – Annullamento – Rimborso dell’importo di base dell’ammenda – Articolo 266 TFUE – Interessi moratori – Distinzione tra interessi moratori e interessi compensativi – Calcolo degli interessi – Articolo 90, paragrafo 4, lettera a), seconda frase, del regolamento delegato (UE) n. 1268/2012»

Nella causa C‑301/19 P,

avente ad oggetto l’impugnazione, ai sensi dell’articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, proposta l’11 aprile 2019,

Commissione europea, rappresentata da F. Dintilhac, P. Rossi e F. Jimeno Fernández, in qualità di agenti,

ricorrente,

procedimento in cui l’altra parte è:

Printeos SA, con sede in Alcalá de Henares (Spagna), rappresentata da H. Brokelmann e P. Martínez-Lage Sobredo, abogados,

ricorrente in primo grado,

LA CORTE (Quarta Sezione),

composta da M. Vilaras (relatore), presidente di sezione, N. Piçarra, D. Šváby, S. Rodin e K. Jürimäe, giudici,

avvocato generale: G. Pitruzzella

cancelliere: A. Calot Escobar

vista la fase scritta del procedimento,

vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1 Con la sua impugnazione, la Commissione europea chiede l’annullamento della sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 12 febbraio 2019, Printeos/Commissione (T‑201/17; in prosieguo: la «sentenza impugnata», EU:T:2019:81), con la quale quest’ultimo, accogliendo parzialmente il ricorso della Printeos SA, ha condannato l’Unione europea, rappresentata dalla Commissione, a risarcire il danno subito da tale società per il mancato versamento a quest’ultima di una somma pari a EUR 184 592,95 che le era dovuta a titolo d’interessi moratori, maturati durante il periodo compreso tra il 9 marzo 2015 e il 1° febbraio 2017, in forza dell’articolo 266, primo comma, TFUE, in esecuzione della sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2016, Printeos e a./Commissione (T‑95/15, EU:T:2016:722), e ha ordinato che tale risarcimento fosse maggiorato di interessi di mora, a decorrere dalla pronuncia della sentenza impugnata e fino al pagamento integrale, al tasso fissato dalla Banca centrale europea (BCE) per le sue principali operazioni di rifinanziamento (in prosieguo: il «tasso di rifinanziamento della BCE»), maggiorato di 3,5 punti percentuali.

2 La Printeos ha proposto un’impugnazione incidentale con cui chiede l’annullamento parziale del punto 2 del dispositivo della sentenza impugnata, relativo al dies a quo di detta maggiorazione.

Contesto normativo

Regolamento (CE) n. 1/2003

3 L’articolo 31 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli [101 e 102 TFUE] (GU 2003, L 1, pag. 1), rubricato «Controllo della Corte di giustizia» così dispone:

«La Corte di giustizia ha competenza giurisdizionale anche di merito per decidere sui ricorsi presentati avverso le decisioni con le quali la Commissione irroga un’ammenda o una penalità di mora. Essa può estinguere, ridurre o aumentare l’ammenda o la penalità di mora irrogata».

Regolamento finanziario

4 All’interno del titolo «Accertamento dei crediti», l’articolo 78 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio (GU 2012, L 298; pag. 1, in prosieguo: il «regolamento finanziario»), così disponeva:

«1. L’accertamento di un credito è l’atto con cui l’ordinatore responsabile:

a) verifica l’esistenza dei debiti;

b) determina o verifica l’esistenza e l’importo del debito;

c) verifica l’esigibilità del debito.

2. Le risorse proprie messe a disposizione della Commissione e ogni credito appurato come certo, liquido ed esigibile sono oggetto di accertamento mediante un ordine di riscossione destinato al contabile, seguito da una nota di addebito indirizzata al debitore; entrambi i documenti sono emessi dall’ordinatore responsabile.

3. Gli importi indebitamente pagati sono recuperati.

4. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 210 riguardo a modalità dettagliate di accertamento dei crediti, compresi la procedura e i documenti giustificativi, e degli interessi di mora».

5 L’articolo 83 del regolamento finanziario, rubricato «Ammende, penali e interessi imposti dalla Commissione», prevedeva quanto segue:

«1. Gli importi riscossi a titolo di ammende, penali e sanzioni, nonché gli interessi e altri proventi prodotti, non sono registrati come entrate di bilancio fino a quando le corrispondenti decisioni possono essere annullate dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.

2. Gli importi di cui al paragrafo 1 sono registrati come entrate di bilancio con la massima tempestività e al più tardi nell’esercizio successivo a quello in cui sono stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione. Gli importi che devono essere restituiti all’entità che li ha versati a seguito di una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea non sono registrati come entrate di bilancio.

(...)

4. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati (...) riguardo a norme dettagliate concernenti gli importi riscossi a titolo di ammende, penali e interessi».

6 L’articolo 92 del regolamento finanziario, intitolato «Termini», così disponeva:

«1. I pagamenti sono effettuati entro:

a) 90 giorni di calendario per gli accordi di delega, i contratti, le convenzioni e le decisioni di sovvenzione riguardanti servizi o azioni di carattere tecnico la cui valutazione è particolarmente complessa e il cui pagamento dipende dall’approvazione di una relazione o di un certificato;

b) 60 giorni di calendario per tutti gli altri accordi di delega, i contratti, le convenzioni e le decisioni di sovvenzione il cui pagamento dipende dall’approvazione di una relazione o di un certificato;

c) 30 giorni di calendario per tutti gli altri accordi di delega, i contratti, le convenzioni e le decisioni di sovvenzione.

(...)

5. Tranne nel caso degli Stati membri, alla scadenza dei termini fissati al paragrafo 1, il creditore ha diritto agli interessi.

6. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 210 riguardo a norme dettagliate concernenti i termini di pagamento e la specificazione delle condizioni alle quali i creditori pagati in ritardo possono vantare interessi di mora a carico della linea alla quale è imputata la spesa in capitale».

Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012

7 Il regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento finanziario (GU 2012, L 362, pag. 1), è stato adottato dalla Commissione sulla base dell’articolo 78, paragrafo 4, del regolamento finanziario.

8 L’articolo 80, paragrafo 3, del regolamento delegato n. 1268/2012 prevedeva quanto segue:

«Con la nota di addebito il debitore viene informato di quanto segue:

(...)

b) non sono applicati interessi di mora se il pagamento viene effettuato entro la scadenza;

(...)».

9 Ai sensi dell’articolo 83 di tale regolamento, rubricato «Interessi di mora»:

«1. Fatte salve le disposizioni specifiche risultanti dall’applicazione delle normative settoriali, ogni importo esigibile non rimborsato alla scadenza di cui all’articolo 80, paragrafo 3, lettera b), produce interessi a norma dei paragrafi 2 e 3 del presente articolo.

2. Il tasso d’interesse da applicare agli importi esigibili non rimborsati alla scadenza di cui all’articolo 80, paragrafo 3, lettera b), è [il tasso di rifinanziamento della BCE], in vigore il primo giorno di calendario del mese della scadenza, maggiorato di:

a) otto punti percentuali quando il credito ha per fatto costitutivo un appalto pubblico di forniture e di servizi di cui al titolo V;

b) tre punti e mezzo percentuali in tutti gli altri casi.

3. L’importo degli interessi è calcolato con decorrenza dal giorno di calendario successivo alla scadenza di cui all’articolo 80, paragrafo 3, lettera b), che è indicata anche nella nota di addebito, sino al giorno di calendario nel quale il debito è rimborsato integralmente.

L’ordine di riscossione corrispondente all’importo degli interessi di mora è emesso quando gli interessi sono effettivamente percepiti.

4. Nel caso delle ammende, quando il debitore costituisce una garanzia finanziaria accettata dal contabile in sostituzione del pagamento, il tasso d’interesse da applicare con decorrenza dalla scadenza cui all’articolo 80, paragrafo 3, lettera b), è il tasso di cui al paragrafo 2 del presente articolo, in vigore il primo giorno del mese di adozione della decisione che infligge l’ammenda e maggiorato soltanto di un punto percentuale e mezzo».

10 L’articolo 90 di detto regolamento, rubricato «Recupero di ammende o altre penali», così disponeva:

«1. Quando dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea è intentata un’azione legale contro una decisione della Commissione intesa a comminare un’ammenda o altre penali previste dal [trattato FUE] o dal trattato Euratom, e fintantoché non sono state esaurite tutte le vie di ricorso, il debitore paga, a titolo provvisorio, gli importi corrispondenti sul conto bancario indicato dal contabile oppure costituisce una garanzia finanziaria accettabile per il contabile. Tale garanzia è distinta dall’obbligo di pagare l’ammenda o le altre penali ed è esigibile alla prima richiesta. Essa copre il debito sia in capitale che in interessi dovuti a norma dell’articolo 83, paragrafo 4.

2. La Commissione garantisce gli importi incassati in via provvisoria investendoli in attivi finanziari, assicurando in tal modo la sicurezza e la liquidità delle somme di denaro e...

To continue reading

Request your trial
21 practice notes
  • Opinion of Advocate General Emiliou delivered on 18 January 2024.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 18 January 2024
    ...preclude the Court from examining the substance of the cross-appeal. For example, in its judgment of 20 January 2021, Commission v Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39), the Court dismissed the main appeal in its entirety, but upheld the cross-appeal. See also, for a more recent example, judg......
  • Opinion of Advocate General Ćapeta delivered on 6 July 2023.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 6 July 2023
    ...notamment point 57) ; du 30 mai 2017, Safa Nicu Sepahan/Conseil (C‑45/15 P, EU:C:2017:402), et du 20 janvier 2021, Commission/Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39). 43 À l’appui de sa position, la Commission invoque, entre autres, les arrêts du 4 juillet 2000, Bergaderm et Goupil/Commission (......
  • Opinion of Advocate General Pitruzzella delivered on 8 July 2021.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 8 July 2021
    ...Europe (C‑239/99, EU:C:2001:101, point 24 et jurisprudence citée). 36 Voir, en dernier lieu, arrêt du 20 janvier 2021, Commission/Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39, point 58 et jurisprudence 37 Voir arrêt du 2 décembre 2009, Commission/Irlande e.a. (C‑89/08 P, EU:C:2009:742, point 56). 38 ......
  • Opinion of Advocate General Medina delivered on 13 July 2023.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 13 July 2023
    ...61 Punto 58 dell’atto introduttivo del ricorso in primo grado. 62 V., in tal senso, sentenza del 20 gennaio 2021, Commissione/Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39, punto 54). Peraltro, il Tribunale stesso ha considerato che, secondo la giurisprudenza, la ricevibilità di un motivo di ricorso n......
  • Request a trial to view additional results
20 cases
  • Opinion of Advocate General Emiliou delivered on 18 January 2024.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 18 January 2024
    ...preclude the Court from examining the substance of the cross-appeal. For example, in its judgment of 20 January 2021, Commission v Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39), the Court dismissed the main appeal in its entirety, but upheld the cross-appeal. See also, for a more recent example, judg......
  • Opinion of Advocate General Ćapeta delivered on 6 July 2023.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 6 July 2023
    ...notamment point 57) ; du 30 mai 2017, Safa Nicu Sepahan/Conseil (C‑45/15 P, EU:C:2017:402), et du 20 janvier 2021, Commission/Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39). 43 À l’appui de sa position, la Commission invoque, entre autres, les arrêts du 4 juillet 2000, Bergaderm et Goupil/Commission (......
  • Opinion of Advocate General Pitruzzella delivered on 8 July 2021.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 8 July 2021
    ...Europe (C‑239/99, EU:C:2001:101, point 24 et jurisprudence citée). 36 Voir, en dernier lieu, arrêt du 20 janvier 2021, Commission/Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39, point 58 et jurisprudence 37 Voir arrêt du 2 décembre 2009, Commission/Irlande e.a. (C‑89/08 P, EU:C:2009:742, point 56). 38 ......
  • Opinion of Advocate General Medina delivered on 13 July 2023.
    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
    • 13 July 2023
    ...61 Punto 58 dell’atto introduttivo del ricorso in primo grado. 62 V., in tal senso, sentenza del 20 gennaio 2021, Commissione/Printeos (C‑301/19 P, EU:C:2021:39, punto 54). Peraltro, il Tribunale stesso ha considerato che, secondo la giurisprudenza, la ricevibilità di un motivo di ricorso n......
  • Request a trial to view additional results
1 firm's commentaries
  • The Intel Judgment: (Re)balancing the Burden of Proof
    • European Union
    • JD Supra European Union
    • 7 February 2022
    ...and Case T-604/18, Google Android (pending appeal). 34 Judgment of January 20, 2021, European Commission v. Printeos SA, Case C‑301/19 P, EU:C:2021:39; judgment of January 19, 2022, Deutsche Telekom v. European Commission, Cas e T-610/19, EU:T:2022:15. 35 GC 2014, para 204. 36 Opinion of Ad......

VLEX uses login cookies to provide you with a better browsing experience. If you click on 'Accept' or continue browsing this site we consider that you accept our cookie policy. ACCEPT