Opinion of Advocate General Richard de la Tour delivered on 16 May 2024.
| Jurisdiction | European Union |
| Celex Number | 62023CC0185 |
| ECLI | ECLI:EU:C:2024:409 |
| Date | 16 May 2024 |
| Court | Court of Justice (European Union) |
Edizione provvisoria
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
JEAN RICHARD DE LA TOUR
presentate il 16 maggio 2024 (1)
Causa C‑185/23
protectus s.r.o., già BONUL s.r.o.,
contro
Výbor Národnej rady Slovenskej republiky na preskúmavanie rozhodnutí Národného bezpečnostného úradu
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Najvyšší správny súd Slovenskej republiky (Corte suprema amministrativa della Repubblica slovacca)]
«Rinvio pregiudiziale – Decisione 2013/488/UE – Informazioni classificate dell’Unione europea – Nulla osta di sicurezza delle imprese – Revoca del nulla osta – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articolo 47 – Accesso al fascicolo – Articolo 51 – Attuazione del diritto dell’Unione»
I. Introduzione
1. La presente domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione della decisione 2013/488/UE del Consiglio, del 23 settembre 2013, sulle norme di sicurezza per proteggere le informazioni classificate UE (2), e degli articoli 47 e 51, paragrafi 1 e 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (3).
2. Detta domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia che contrappone la protectus s.r.o., già BONUL s.r.o. (in prosieguo: la «protectus» o la «ricorrente nel procedimento principale»), al Výbor Národnej rady Slovenskej republiky na preskúmavanie rozhodnutí Národného bezpečnostného úradu (comitato del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca per il riesame delle decisioni dell’Ufficio nazionale per la sicurezza) (in prosieguo: il «comitato») con riferimento al rigetto, da parte di quest’ultimo, del ricorso proposto dalla protectus contro la decisione con cui il Národný bezpečnostný úrad (Ufficio nazionale per la sicurezza, Slovacchia) (in prosieguo: il «NBÚ») ha annullato il suo attestato di sicurezza industriale e, per effetto di detto annullamento, ha revocato il suo certificato di sicurezza industriale.
3. Nel diritto slovacco, l’attestato di sicurezza industriale è volto ad autorizzare una persona ad accedere ad informazioni classificate in forza del diritto nazionale. Il certificato di sicurezza industriale consente, dal canto suo, a una persona di accedere a informazioni classificate dell’Unione europea (in prosieguo: le «ICUE»).
4. La decisione di annullamento dell’attestato di sicurezza industriale di cui la protectus beneficiava è stata adottata in virtù del fatto che era stato riconosciuto un rischio di sicurezza riguardante detta impresa sulla base, in parte, di informazioni classificate. Inoltre, nella decisione in parola, il NBÚ ha ritenuto che l’annullamento di detto attestato comportasse necessariamente quello del suo certificato di sicurezza industriale, nella misura in cui il diritto nazionale opera un collegamento tra queste due tipologie di nulla osta di sicurezza.
5. Il settore delle ICUE non è ancora oggetto di una normativa orizzontale nel diritto dell’Unione, ma è rimesso alle decisioni specifiche di ciascuna istituzione dell’Unione (4). Inoltre, la protezione delle ICUE è disciplinata dal diritto dell’Unione solo in modo parziale e limitato. In tale materia, il diritto dell’Unione si fonda sui sistemi nazionali già esistenti di protezione delle informazioni classificate sulla base di un livello di protezione equivalente.
6. La Corte è già stata chiamata in più occasioni a pronunciarsi sulla ponderazione che deve essere compiuta tra il diritto a un ricorso effettivo e gli interessi invocati per giustificare la mancata divulgazione di talune informazioni, in particolare quando detti interessi riguardano la sicurezza nazionale. Tuttavia, è la prima volta che la Corte è chiamata a fornire precisazioni in merito a detta ponderazione con riferimento alle ICUE.
7. In risposta alle questioni poste dal Najvyšší správny súd Slovenskej republiky (Corte suprema amministrativa della Repubblica slovacca), per tracciare i contorni di una siffatta ponderazione sosterrò la posizione di seguito illustrata.
8. In primo luogo, esporrò le ragioni per cui ritengo che la situazione in cui un giudice nazionale è chiamato a controllare la legittimità di una decisione con cui è revocato a una persona un nulla osta di sicurezza che le consente di venire a conoscenza di ICUE, in applicazione della decisione 2013/488, costituisca un’attuazione del diritto dell’Unione, in linea con quanto previsto dall’articolo 51, paragrafo 1, della Carta. Ne consegue che quest’ultima è, a mio avviso, applicabile nell’ambito della presente causa.
9. In secondo luogo, spiegherò perché occorre, a mio parere, respingere gli argomenti addotti dalla maggior parte dei partecipanti al presente procedimento per sostenere che l’articolo 47 della Carta non è applicabile nelle circostanze di cui al procedimento principale. Nel merito, indicherò le ragioni per le quali considero, alla luce delle caratteristiche particolari del settore relativo alla protezione delle ICUE, che la normativa slovacca prevede garanzie sufficienti per proteggere i diritti della difesa delle persone che si vedono revocare il proprio nulla osta di sicurezza.
10. In terzo luogo, preciserò che le garanzie risultanti dall’articolo 47 della Carta non possono, in nessun caso, imporre di riconoscere a un giudice, chiamato a pronunciarsi sulla legittimità di una decisione di revoca di un nulla osta di sicurezza fondata in parte su informazioni classificate, il potere di autorizzare l’accesso della persona destinataria di tale decisione al fascicolo dell’autorità nazionale di sicurezza contenente tali informazioni.
II. Fatti di cui al procedimento principale e questioni pregiudiziali
11. Il 6 settembre 2018 il NBÚ ha rilasciato alla ricorrente nel procedimento principale un attestato di sicurezza industriale che l’autorizzava a prendere conoscenza di informazioni classificate al livello «Segretissimo», a trasmettere informazioni classificate al livello «Segreto» in forma fisica ed elettronica, e a generare informazioni classificate al livello «Segreto». Inoltre, su richiesta della ricorrente nel procedimento principale, il NBÚ le ha rilasciato, il 15 novembre 2018, un certificato di sicurezza industriale per il livello SECRET UE/EU SECRET.
12. Successivamente, il NBÚ è venuto a conoscenza di informazioni non classificate indicanti, in particolare, che la ricorrente nel procedimento principale o i suoi amministratori erano sottoposti a un’indagine penale, che essa aveva stipulato contratti con società sottoposte a indagine penale e aveva versato loro importi anomali e che vi era il sospetto di legami tra il suo personale e un’altra società con la quale essa aveva partecipato a gare di appalto, cosicché le due società avevano presentato offerte trovandosi sotto controllo congiunto.
13. Il NBÚ ha altresì ottenuto altre informazioni contenute in documenti che sono stati qualificati come prove documentali classificate.
14. Il NBÚ ha consentito alla ricorrente nel procedimento principale di formulare osservazioni su alcune delle informazioni ottenute, ma non sulle singole prove documentali classificate, né sulle informazioni in esse contenute.
15. Con decisione del 25 agosto 2020, il NBÚ ha annullato l’attestato di sicurezza industriale e il certificato di sicurezza industriale della ricorrente nel procedimento principale. L’annullamento di detto attestato si fondava sulla constatazione secondo cui la ricorrente nel procedimento principale presentava un rischio per la sicurezza a causa dell’esistenza di un rapporto commerciale che avrebbe potuto arrecare pregiudizio agli interessi della Repubblica slovacca in materia di sicurezza, nonché di attività contrarie agli interessi economici di detto Stato membro. Per motivare tale decisione, il NBÚ ha rinviato, da un lato, a informazioni non classificate da esso illustrate in dettaglio e, dall’altro, a informazioni classificate di cui non ha precisato il contenuto. In detta decisione, il NBÚ ha altresì precisato che l’annullamento dell’attestato di sicurezza industriale implicava l’annullamento del certificato di sicurezza industriale, nella misura in cui la validità di quest’ultimo dipendeva dalla validità di tale attestato.
16. La ricorrente nel procedimento principale ha proposto dinanzi al comitato un ricorso avverso la decisione del NBÚ. A sostegno di detto ricorso, essa ha sostenuto, in via principale, di non aver avuto la possibilità di consultare il fascicolo del NBÚ, né di prendere conoscenza del contenuto delle prove documentali classificate. La ricorrente nel procedimento principale ha altresì contestato le conclusioni del NBÚ, nella parte in cui si fondavano su informazioni non classificate.
17. Con decisione del 4 novembre 2020, il comitato ha respinto detto ricorso.
18. La ricorrente nel procedimento principale ha proposto un ricorso avverso detta decisione dinanzi al Najvyšší súd Slovenskej republiky (Corte suprema della Repubblica slovacca).
19. Con detto ricorso, la ricorrente nel procedimento principale sostiene che i suoi diritti procedurali in materia di accesso al contenuto del fascicolo non potevano subire una limitazione in termini assoluti in virtù del solo generico motivo che si trattava di informazioni classificate. Essa critica altresì il fatto che il suo avvocato si sia visto negare dal direttore del NBÚ l’accesso a tali informazioni sulla base di motivazioni estremamente generiche. Essa rimette altresì in discussione le diverse considerazioni di fatto e giuridiche sulla cui base il NBÚ e il comitato sono giunti alla conclusione che essa presentasse un rischio di sicurezza.
20. Successivamente alla proposizione di detto ricorso, la competenza ad esaminarlo è stata trasferita al Najvyšší správny súd Slovenskej republiky (Corte suprema amministrativa della Repubblica slovacca). Il 28 settembre 2022 il NBÚ ha trasmesso a quest’ultimo giudice l’intero fascicolo, comprese le prove documentali classificate. Con decisione del 4 ottobre 2022, il presidente della sezione chiamata a pronunciarsi sul ricorso ha escluso...
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