Opinion of Advocate General Richard de la Tour delivered on 16 May 2024.
| Jurisdiction | European Union |
| Celex Number | 62023CC0289 |
| ECLI | ECLI:EU:C:2024:412 |
| Date | 16 May 2024 |
| Court | Court of Justice (European Union) |
Edizione provvisoria
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
JEAN RICHARD DE LA TOUR
presentate il 16 maggio 2024 (1)
Cause riunite C-289/23 [Corván] e C-305/23 [Bacigán] (i)
Agencia Estatal de la Administración Tributaria
contro
A.
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Juzgado de lo Mercantil nº 1 de Alicante (Tribunale di commercio n. 1 di Alicante, Spagna)]
e
S.E.I.
contro
Agencia Estatal de la Administración Tributaria
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Juzgado de lo Mercantil nº 10 de Barcelona (Tribunale di commercio n. 10 di Barcellona, Spagna)]
«Rinvio pregiudiziale – Direttiva (UE) 2019/1023 – Procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione – Domanda di esdebitazione – Persona fisica divenuta insolvente – Requisiti di accesso all’esdebitazione – Crediti pubblici – Importo massimo di esdebitazione»
I. Introduzione
1. Le domande di pronuncia pregiudiziale vertono sull’interpretazione dell’articolo 23, paragrafi 2 e 4, della direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (direttiva sulla ristrutturazione e sull’insolvenza) (2).
2. Tali domande sono state presentate nell’ambito di controversie tra persone fisiche divenute insolventi (in prosieguo: i «debitori») e l’Agencia Estatal de Administración Tributaria (Agenzia nazionale dell’amministrazione tributaria, Spagna) (in prosieguo: l’«AEAT»), in merito a una domanda di esdebitazione presentata dai debitori nel corso della procedura di insolvenza a loro carico. Infatti, l’AEAT si è opposta alle domande di esdebitazione a motivo della malafede del debitore (causa C-289/23) o della sua disonestà (C-305/23), sottolineando che i crediti pubblici sono esclusi dall’esdebitazione.
3. La presente causa offre alla Corte l’opportunità di chiarire quale sia il margine di discrezionalità di cui dispongono gli Stati membri per il recepimento dell’articolo 23, paragrafi 1, 2 e 4, della direttiva 2019/1023, il quale stabilisce che questi ultimi, rispettivamente, devono prevedere disposizioni che negano o limitano l’accesso all’esdebitazione in caso di disonestà o malafede del debitore, possono negare o limitare tale accesso in funzione di determinati comportamenti del debitore e possono escludere determinate categorie specifiche di debiti dal meccanismo di esdebitazione integrale.
4. Su richiesta della Corte, concentrerò la mia analisi sulla seconda questione, lettera d), nella causa C-289/23 che, in sostanza, riguarda il margine di discrezionalità degli Stati membri in sede di recepimento della direttiva 2019/1023 e, segnatamente, la possibilità di fissare limiti all’esdebitazione dei crediti pubblici che non incidono sull’importo effettivo del debito.
5. Nelle presenti conclusioni, al termine della mia analisi, proporrò di rispondere allo Juzgado de lo Mercantil nº 1 de Alicante (Tribunale di commercio n. 1 di Alicante, Spagna), giudice del rinvio in tale causa, che gli Stati membri possono prevedere una limitazione dell’esdebitazione, per categorie specifiche di debiti, sotto forma di importo massimo oltre il quale l’esdebitazione non avviene, a condizione che tale limitazione sia debitamente giustificata.
II. Contesto normativo
A. Diritto dell’Unione
6. L’articolo 23 della direttiva 2019/1023, intitolato «Deroghe», così recita:
«1. In deroga agli articoli da 20 a 22, gli Stati membri mantengono o introducono disposizioni che negano o limitano l’accesso all’esdebitazione o che revocano il beneficio di tale esdebitazione o che prevedono termini più lunghi per l’esdebitazione integrale dai debiti o periodi di interdizione più lunghi quando, nell’indebitarsi, durante la procedura di insolvenza o il pagamento dei debiti, l’imprenditore insolvente ha agito nei confronti dei creditori o di altri portatori di interessi in modo disonesto o in malafede ai sensi del diritto nazionale, fatte salve le norme nazionali sull’onere della prova.
2. In deroga agli articoli da 20 a 22, gli Stati membri possono mantenere o introdurre disposizioni che negano o limitano l’accesso all’esdebitazione, revocano il beneficio dell’esdebitazione, o prevedono termini più lunghi per l’esdebitazione integrale o periodi di interdizione più lunghi in determinate circostanze ben definite e nei casi in cui tali deroghe siano debitamente giustificate, ad esempio:
a) quando l’imprenditore insolvente ha violato sostanzialmente gli obblighi previsti in un piano di rimborso o qualsiasi altro obbligo giuridico a tutela degli interessi dei creditori, compreso l’obbligo di massimizzare i rendimenti per i creditori;
b) quando l’imprenditore insolvente non ha adempiuto gli obblighi di informazione o cooperazione a norma del diritto dell’Unione e nazionale;
c) in caso di domande abusive di esdebitazione;
d) nel caso di un’ulteriore domanda di esdebitazione entro un certo periodo dalla concessione all’imprenditore insolvente del beneficio dell’esdebitazione integrale oppure dal rifiuto di tale beneficio a causa di una grave violazione degli obblighi di informazione o cooperazione;
e) quando non è coperto il costo della procedura che porta all’esdebitazione; oppure
d) quando una deroga è necessaria a garantire un equilibrio tra i diritti del debitore e i diritti di uno o più creditori.
(...)
4. Gli Stati membri possono escludere dall’esdebitazione alcune categorie specifiche di debiti o limitare l’accesso all’esdebitazione o stabilire termini più lunghi per l’esdebitazione, qualora tali esclusioni, limitazioni o termini più lunghi siano debitamente giustificati, come nel caso di:
a) debiti garantiti;
b) debiti derivanti da sanzioni penali o ad esse connessi;
c) debiti derivanti da responsabilità extracontrattuale;
d) debiti riguardanti obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità;
e) debiti contratti in seguito a una domanda d’esdebitazione o all’apertura della procedura che porta all’esdebitazione; e
f) debiti derivanti dall’obbligo di pagare il costo della procedura che porta all’esdebitazione.
(...)».
B. Diritto spagnolo
7. La legge applicabile ratione temporis ai procedimenti principali è il Real Decreto Legislativo 1/2020 por el que se aprueba el texto refundido de la Ley Concursal (regio decreto legislativo n. 1/2020 recante approvazione del testo consolidato della legge fallimentare) (3), del 5 maggio 2020, come modificato dalla Ley 16/2022 de reforma del texto refundido de la Ley Concursal aprobado por el Real Decreto Legislativo 1/2020, de 5 de mayo, para la transposición de la [Directiva 2019/1023] (legge n. 16/2022 che modifica il testo consolidato della legge fallimentare, approvato dal regio decreto legislativo 1/2020, del 5 maggio 2020, ai fini della trasposizione della [direttiva 2019/1023] (4), del 5 settembre 2022 (in prosieguo: il «TRLC»).
8. Il preambolo di tale legge recita:
«(...)
Quando il debitore insolvente è una persona fisica, la procedura di insolvenza mira a individuare i debitori in buona fede e a offrire loro un’esdebitazione parziale, consentendo loro di beneficiare di una seconda possibilità e impedendo loro di ricadere nell’economia sommersa o nella marginalità.
(...)
Uno dei mutamenti più radicali della nuova normativa è che, invece di subordinare l’esdebitazione al soddisfacimento di un certo tipo di debiti (come previsto dall’articolo 487, paragrafo 2, [TRLC, prima dei predetti mutamenti]), viene adottato un sistema di esdebitazione per merito in cui qualsiasi debitore, sia esso imprenditore o meno, a condizione che soddisfi il requisito della buona fede su cui si basa tale istituto, può accedere all’esdebitazione di tutti i suoi debiti, ad eccezione di quelli che, in via eccezionale e a causa della loro natura speciale, sono considerati non legalmente ammissibili all’esdebitazione. È confermata l’opzione, già accettata dal legislatore spagnolo nel 2015, di concedere l’esdebitazione a qualsiasi debitore persona fisica in buona fede, sia esso imprenditore o meno.
(...)
La buona fede del debitore rimane il fondamento dell’esdebitazione. Conformemente alle raccomandazioni degli organismi internazionali, è stabilita una delimitazione normativa della buona fede, con riferimento a determinati comportamenti obiettivi enumerati in modo esaustivo (elenco chiuso), senza ricorrere a modelli di comportamento vaghi o insufficientemente specifici, o la cui prova imponga al debitore un onere impossibile (...)
(...)
L’esdebitazione è estesa all’insieme dei crediti nel contesto della procedura di insolvenza e dei crediti nei confronti della massa fallimentare. Le eccezioni si basano, in taluni casi, sulla particolare...
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