Opinion of Advocate General Collins delivered on 6 June 2024.
| Jurisdiction | European Union |
| Court | Court of Justice (European Union) |
| ECLI | ECLI:EU:C:2024:470 |
| Date | 06 June 2024 |
Edizione provvisoria
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
ANTHONY MICHAEL COLLINS
del 6 giugno 2024 (1)
Causa C‑264/23
Booking.com BV,
Booking.com (Deutschland) GmbH
contro
25hours Hotel Company Berlin GmbH,
Aletto Kudamm GmbH,
Air-Hotel Wartburg Tagungs- & Sporthotel GmbH,
Andel’s Berlin Hotelbetriebs GmbH,
Angleterre Hotel GmbH & Co. KG,
Atrium Hotelgesellschaft mbH,
Azimut Hotelbetrieb Köln GmbH & Co. KG,
Barcelo Cologne GmbH,
Business Hotels GmbH,
Cocoon München GmbH,
DJC Operations GmbH,
Dorint GmbH,
Eleazar Novum GmbH,
Empire Riverside Hotel GmbH & Co. KG,
Explorer Hotel Fischen GmbH & Co. KG,
Explorer Hotel Nesselwang GmbH & Co. KG,
Explorer Hotel Schönau GmbH & Co. KG,
Fleming’s Hotel Management und Servicegesellschaft mbH & Co. KG,
G. Stürzer GmbH Hotelbetriebe,
Hotel Bellevue Dresden Betriebs GmbH,
Hotel Europäischer Hof W.A.L. Berk GmbH & Co. KG,
Hotel Hafen Hamburg. Wilhelm Bartels GmbH & Co. KG,
Hotel John F GmbH,
Hotel Obermühle GmbH,
Hotel Onyx GmbH,
Hotel Rubin GmbH,
Hotel Victoria Betriebs- und Verwaltungs GmbH,
Hotel Wallis GmbH,
i31 Hotel GmbH,
IntercityHotel GmbH,
ISA Group GmbH,
Kur-Cafe Hotel Allgäu GmbH,
Lindner Hotels AG,
M Privathotels GmbH & Co. KG,
Maritim Hotelgesellschaft mbH,
MEININGER Shared Services GmbH,
Oranien Hotelbetriebs GmbH,
Platzl Hotel Inselkammer KG,
prize Deutschland GmbH,
Relexa Hotel GmbH,
SANA BERLIN HOTEL GmbH,
SavFra Hotelbesitz GmbH,
Scandic Hotels Deutschland GmbH,
Schlossgarten Hotelgesellschaft mbH,
Seaside Hotels GmbH & Co. KG,
SHK Hotel Betriebsgesellschaft mbH,
Steigenberger Hotels GmbH,
Sunflower Management GmbH & Co. KG,
The Mandala Hotel GmbH,
The Mandala Suites GmbH,
THR Hotel am Alexanderplatz Berlin Betriebs- und Management GmbH,
THR III Berlin Prager-Platz Hotelbetriebs- und Beteiligungsgesellschaft mbH,
THR München Konferenz und Event Hotelbetriebs- und Management GmbH,
THR Rhein/Main Hotelbetriebs- und Beteiligungs-GmbH,
THR XI Berlin Hotelbetriebs- und Beteiligungsgesellschaft mbH,
THR XXX Hotelbetriebs- und Beteiligungs-GmbH,
Upstalsboom Hotel + Freizeit GmbH & Co. KG,
VI VADI HOTEL Betriebsgesellschaft mbH & Co. KG,
Weissbach Hotelbetriebsgesellschaft mbH,
Wickenhäuser & Egger AG,
Wikingerhof GmbH & Co. KG,
Hans-Hermann Geiling, Hotel Präsident,
Karl Herfurtner, Hotel Stadt München eK
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Rechtbank Amsterdam (Tribunale di Amsterdam, Paesi Bassi)]
«Rinvio pregiudiziale – Concorrenza – Accordi fra imprese – Contratti tra una piattaforma di prenotazione alberghiera online e alberghi – Clausole di parità di prezzo – Articolo 101 TFUE – Restrizioni accessorie – Esenzione per categorie – Accordi verticali – Regolamento (UE) n. 330/2010 – Definizione del mercato»
I. Introduzione
1. La presente causa impone alla Corte di giustizia di rispondere a due questioni nuove e importanti che sorgono nell’applicazione del diritto della concorrenza ai mercati digitali. Le clausole di parità di prezzo ampie e ristrette costituiscono restrizioni accessorie ai sensi dell’articolo 101, paragrafo 1, TFUE? Quali principi giuridici si applicano ai fini della definizione del mercato rilevante del prodotto, nel contesto delle piattaforme digitali bilaterali come Booking.com?
II. Procedimento principale, domanda di pronuncia pregiudiziale e procedimento dinanzi alla Corte
2. Booking.com BV, società costituita nel 1996 nei Paesi Bassi, gestisce una piattaforma online di prenotazione alberghiera (2) recante lo stesso nome. Booking.com agisce come intermediaria tra i fornitori di servizi alberghieri e i clienti finali. Tale società non stabilisce il prezzo a cui vengono offerte le camere d’albergo attraverso la sua piattaforma. I clienti finali non pagano una tariffa per utilizzare Booking.com. Quando un cliente finale effettua una prenotazione tramite Booking.com, gli alberghi pagano una commissione a tale piattaforma. I clienti finali possono prenotare le camere d’albergo direttamente con gli alberghi (telefonicamente, via e-mail o sui siti web degli alberghi) o tramite un’agenzia di viaggio in un punto vendita non virtuale. Attraverso la sua piattaforma, Booking.com offre camere in più di 1,2 milioni di alberghi in tutto il mondo.
3. Quando Booking.com è entrata nel mercato tedesco nel 2006, le prenotazioni alberghiere online erano poco diffuse e la maggior parte delle camere d’albergo veniva prenotata direttamente presso gli alberghi. In Germania operavano altre OTA, tra cui Hotel Reservation Service Robert Ragge GmbH (in prosieguo: la «HRS») ed Expedia Inc. Tali OTA includevano nei loro contratti con gli alberghi clausole di parità di prezzo ampie. Dette clausole impedivano agli alberghi di offrire camere a un prezzo inferiore attraverso i propri canali di vendita diretti e qualsiasi altro canale di vendita, comprese le OTA concorrenti.
4. Nel 2010 il Bundeskartellamt (autorità federale garante della concorrenza, Germania) ha avviato un’indagine sulla HRS in merito all’uso di clausole di parità di prezzo ampie. Il 20 dicembre 2013 detta autorità ha adottato una decisione in cui ha stabilito che le clausole di parità di prezzo ampie incluse nei contratti tra la HRS e gli alberghi violavano l’articolo 101 TFUE e la disposizione equivalente del diritto tedesco (in prosieguo: la «decisione HRS»). Nel 2013 l’autorità federale garante della concorrenza ha avviato un’indagine anche su Booking.com in merito alle clausole di parità di prezzo ampie inserite nei suoi contratti.
5. Con sentenza del 9 gennaio 2015, l’Oberlandesgericht Düsseldorf (Tribunale superiore del Land, Düsseldorf, Germania) ha respinto un ricorso di annullamento presentato avverso la decisione HRS (in prosieguo: la «sentenza HRS»). La HRS non ha impugnato tale sentenza, che è diventata definitiva.
6. Nel luglio 2015, di concerto con le autorità garanti della concorrenza francese, italiana e svedese, Booking.com ha posto fine alle clausole di parità di prezzo ampie che aveva inserito fino ad allora in tutti i suoi contratti, sostituendole con clausole di parità di prezzo ristrette. Queste ultime impediscono agli alberghi di offrire camere a un prezzo inferiore attraverso i propri canali di vendita diretta.
7. Il 22 dicembre 2015 l’autorità federale garante della concorrenza ha ritenuto che le clausole di parità di prezzo ristrette fossero contrarie all’articolo 101 TFUE e alla disposizione equivalente della legge tedesca (in prosieguo: la «decisione Booking.com»). Detta autorità ha statuito che tali clausole limitavano la concorrenza sul mercato della fornitura di servizi ricettivi alberghieri nonché, di fatto, sul mercato della fornitura di servizi di intermediazione online da parte delle piattaforme agli alberghi (3). A causa della quota significativa del mercato di riferimento detenuta da Booking.com, tali clausole non erano esentate ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all’applicazione dell’articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (4) (in prosieguo: il «regolamento n. 330/2010»). Inoltre, non sussistevano le condizioni per l’applicazione di un’esenzione individuale ai sensi dell’articolo 101, paragrafo 3, TFUE.
8. Con sentenza del 4 giugno 2019, l’Oberlandesgericht Düsseldorf (Tribunale superiore del Land, Düsseldorf, Germania) ha stabilito che le clausole di parità di prezzo ristrette costituivano una restrizione della concorrenza, ma erano necessarie per evitare lo sfruttamento senza contropartita («free-riding»). Tali clausole impedivano agli alberghi di utilizzare Booking.com per raggiungere i clienti, invitandoli successivamente a effettuare prenotazioni direttamente con loro. L’Oberlandesgericht di Düsseldorf (Tribunale superiore del Land, Düsseldorf) ha concluso che tali clausole costituivano restrizioni accessorie che non violavano l’articolo 101, paragrafo 1, TFUE. Detto giudice ha quindi annullato la decisione Booking.com.
9. Il 18 maggio 2021 il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia, Germania) ha annullato tale sentenza e confermato la decisione Booking.com. Detto giudice ha statuito che le clausole di parità di prezzo ristrette restringevano la concorrenza sul mercato della fornitura di servizi ricettivi alberghieri. Tali clausole non erano esenti ai sensi del regolamento n. 330/2010, né costituivano restrizioni accessorie. L’esercizio di bilanciamento tra gli effetti favorevoli e restrittivi della concorrenza delle clausole di parità di prezzo ristrette deve essere effettuato nel contesto di un’analisi individuale ai sensi dell’articolo 101, paragrafo 3, TFUE. Il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia) ha concluso che tali clausole non erano oggettivamente necessarie per attuare un’operazione principale, poiché non era stato dimostrato che, in loro assenza, la redditività di Booking.com sarebbe risultata compromessa.
10. Nel 2020 la Hotelverband Deutschland (IHA) eV, un’associazione che rappresenta oltre 2 600 alberghi, ha presentato un’azione di risarcimento danni contro Booking.com dinanzi al Landgericht Berlin (Tribunale del Land, Berlino, Germania).
11. Il 23 ottobre 2020 Booking.com ha avviato un procedimento dinanzi al Rechtbank Amsterdam (Tribunale di Amsterdam, Paesi Bassi) perché venisse dichiarato che le sue clausole di parità di prezzo non violavano l’articolo 101 TFUE. Nell’ambito di tale azione, 62 alberghi tedeschi hanno presentato una domanda riconvenzionale per ottenere un risarcimento danni da Booking.com per violazione dell’articolo 101 TFUE (in prosieguo: gli «alberghi convenuti»). Dinanzi a tale giudice sono in discussione due questioni giuridiche principali.
12. In primo luogo, se le clausole di parità, ai fini dell’articolo 101, paragrafo 1, TFUE, debbano essere considerate una restrizione accessoria...
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