Opinion of Advocate General Spielmann delivered on 15 January 2026.
| Jurisdiction | European Union |
| Court | Court of Justice (European Union) |
| ECLI | ECLI:EU:C:2026:16 |
| Date | 15 January 2026 |
Edizione provvisoria
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
DEAN SPIELMANN
presentate il 15 gennaio 2026 (1)
Causa C‑748/24 [Kotaňák] (i)
Okresná prokuratúra Bratislava III
Procedimento penale
contro
AC
con l’intervento di
LZ
[domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Mestský súd Bratislava I (Tribunale municipale di Bratislava I, Slovacchia)]
« Rinvio pregiudiziale – Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Cooperazione giudiziaria in materia penale – Diritti fondamentali – Presunzione di innocenza e diritti della difesa – Ordinanza di un giudice di primo grado di non luogo a statuire per mancanza di carattere penale degli atti esaminati – Annullamento da parte del giudice di grado superiore – Carattere penale di tali atti allegato da parte del giudice di grado superiore – Misure appropriate per porre rimedio alla violazione della presunzione di innocenza »
I Introduzione
1. Principio essenziale del procedimento penale negli Stati di diritto, la presunzione di innocenza trova, come sottolineava Robert Badinter, «la sua prima espressione in una questione procedurale, l’onere della prova (…). Ma è in realtà in ogni fase del procedimento di cui è oggetto che l’imputato deve disporre delle garanzie che tutelano la presunzione di innocenza (…). Soprattutto, in mancanza di prove certe, il dubbio deve andare a favore dell’imputato» (2). È così che occorre, in ogni fase, porre «il diritto in condizione di sentire il ragionamento che fa l’innocenza» (3).
2. Con la sua questione pregiudiziale, il giudice del rinvio invita la Corte a precisare la portata delle garanzie procedurali rientranti nella presunzione di innocenza nell’ambito delle decisioni preliminari di natura procedurale, adottate dalle autorità giudiziarie prima del procedimento che statuisce nel merito sulla colpevolezza dell’imputato.
3. La domanda di pronuncia pregiudiziale, presentata nell’ambito di un procedimento penale a carico di AC per atti di diffamazione, verte più precisamente sull’interpretazione dell’articolo 4 e dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/343 (4), e dell’articolo 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»).
I. II Contesto normativo
A. Diritto dell’Unione
4. L’articolo 48 della Carta intitolato «Presunzione di innocenza e diritti della difesa» stabilisce, al paragrafo 1, quanto segue: «[o]gni imputato è considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata».
5. I considerando 9, 10, 16 e 48 della direttiva 2016/343 sono così formulati:
«(9) La presente direttiva intende rafforzare il diritto a un equo processo nei procedimenti penali, stabilendo norme minime comuni relative ad alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo.
(10) Stabilendo norme minime comuni sulla protezione dei diritti procedurali di indagati e imputati, la presente direttiva mira a rafforzare la fiducia degli Stati membri nei reciproci sistemi di giustizia penale e, quindi, a facilitare il riconoscimento reciproco delle decisioni in materia penale. Tali norme minime comuni possono altresì rimuovere taluni ostacoli alla libera circolazione dei cittadini nel territorio degli Stati membri.
(…)
(16) La presunzione di innocenza sarebbe violata se dichiarazioni pubbliche rilasciate da autorità pubbliche o decisioni giudiziarie diverse da quelle sulla colpevolezza presentassero l’indagato o imputato come colpevole fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata. Tali dichiarazioni o decisioni giudiziarie non dovrebbero rispecchiare l’idea che una persona sia colpevole. Ciò dovrebbe lasciare impregiudicati gli atti della pubblica accusa che mirano a dimostrare la colpevolezza dell’indagato o imputato, come l’imputazione, nonché le decisioni giudiziarie in conseguenza delle quali decorrono gli effetti di una pena sospesa, purché siano rispettati i diritti della difesa. Dovrebbero altresì restare impregiudicate le decisioni preliminari di natura procedurale, adottate da autorità giudiziarie o da altre autorità competenti e fondate sul sospetto o su indizi di reità, quali le decisioni riguardanti la custodia cautelare, purché non presentino l’indagato o imputato come colpevole. Prima di prendere una decisione preliminare di natura procedurale, l’autorità competente potrebbe prima dover verificare che vi siano sufficienti prove a carico dell’indagato o imputato tali da giustificare la decisione e la decisione potrebbe contenere un riferimento a tali elementi.
(…)
(48) Poiché la presente direttiva stabilisce norme minime, gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di ampliare i diritti da essa previsti al fine di assicurare un livello di tutela più elevato. Il livello di tutela previsto dagli Stati membri non dovrebbe mai essere inferiore alle norme della [Carta] o della [Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (in prosieguo: la «CEDU»], come interpretate dalla [Corte] e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo» (in prosieguo: la «Corte EDU»).
6. L’articolo 1 di tale direttiva così dispone:
«La presente direttiva stabilisce norme minime comuni concernenti:
a) alcuni aspetti della presunzione di innocenza nei procedimenti penali;
b) il diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali».
7. L’articolo 3 di detta direttiva stabilisce quanto segue:
«Gli Stati membri assicurano che agli indagati e imputati sia riconosciuta la presunzione di innocenza fino a quando non ne sia stata legalmente provata la colpevolezza».
8. L’articolo 4 della medesima direttiva, intitolato «Riferimenti in pubblico alla colpevolezza», ai paragrafi 1 e 2, precisa quanto segue:
«1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che, fino a quando la colpevolezza di un indagato o imputato non sia stata legalmente provata, le dichiarazioni pubbliche rilasciate da autorità pubbliche e le decisioni giudiziarie diverse da quelle sulla colpevolezza non presentino la persona come colpevole. Ciò lascia impregiudicati gli atti della pubblica accusa volti a dimostrare la colpevolezza dell’indagato o imputato e le decisioni preliminari di natura procedurale adottate da autorità giudiziarie o da altre autorità competenti e fondate sul sospetto o su indizi di reità.
2. Gli Stati membri provvedono affinché siano predisposte le misure appropriate in caso di violazione dell’obbligo stabilito al paragrafo 1 del presente articolo di non presentare gli indagati o imputati come colpevoli, in conformità con la presente direttiva, in particolare con l’articolo 10».
9. L’articolo 6 della direttiva 2016/343, intitolato «Onere della prova», così dispone:
«1. Gli Stati membri assicurano che l’onere di provare la colpevolezza degli indagati e imputati incomba alla pubblica accusa, fatti salvi l’eventuale obbligo per il giudice o il tribunale competente di ricercare le prove sia a carico sia a discarico e il diritto della difesa di produrre prove in conformità del diritto nazionale applicabile.
2. Gli Stati membri assicurano che ogni dubbio in merito alla colpevolezza sia valutato in favore dell’indagato o imputato, anche quando il giudice valuta se la persona in questione debba essere assolta».
10. L’articolo 10, paragrafo 1, di tale direttiva è così formulato:
«Gli Stati membri provvedono affinché gli indagati e imputati dispongano di un ricorso effettivo in caso di violazione dei diritti conferiti dalla presente direttiva».
B. Diritto slovacco
11. L’articolo 373, paragrafi 1 e 2, dello zákon č. 300/2005 Z. z. Trestný zakon (legge n. 300/2005 sul codice penale), del 20 maggio 2005 (in prosieguo: il «codice penale»), che definisce il reato di diffamazione, così dispone:
«(1) Chiunque renda false dichiarazioni su un’altra persona che possano lederne in misura significativa la dignità presso i suoi concittadini, metterne in pericolo l’impiego o gli affari, lederne le relazioni familiari o causarle altro grave danno, è punito con la reclusione fino a due anni.
(2) L’autore del reato è punito con la reclusione da uno a cinque anni se commette pubblicamente il reato di cui al paragrafo 1:
(…)
c) in pubblico
(…)».
12. L’articolo 327, paragrafo 1, dello zákon č. 301/2005 Z. z., Trestný poriadok (legge n. 301/2005 sul codice di procedura penale), del 24 maggio 2005 (in prosieguo: il «codice di procedura penale»), stabilisce che «Il giudice, a cui è stata rimessa la causa per una nuova trattazione e decisione, è vincolato al parere giuridico che il giudice d’appello ha espresso nella sua decisione ed è obbligato a compiere gli atti e l’istruzione probatoria la cui esecuzione è stata disposta dal giudice d’appello».
C. Procedimento principale, questioni pregiudiziali e procedimento dinanzi alla Corte
13. Il 18 novembre 2020 il pubblico ministero ha depositato, presso l’Okresný súd Bratislava III (Tribunale circoscrizionale di Bratislava III, Slovacchia), un atto di imputazione nei confronti di AC per il reato di diffamazione, ai sensi dell’articolo 373, paragrafo 1, e paragrafo 2, lettera c), del codice penale, reato che è accusato di aver commesso pubblicando online diversi video contenenti una serie di affermazioni errate.
14. Con ordinanza dell’8 novembre 2021, l’Okresný súd Bratislava III (Tribunale circoscrizionale di Bratislava III) ha posto fine all’azione penale con la motivazione che la condotta oggetto di tale atto di imputazione non costituiva un reato.
15. Il pubblico ministero ha proposto appello avverso tale ordinanza. Con ordinanza dell’8 febbraio 2022, il Krajský súd v Bratislave (Corte regionale di Bratislava, Slovacchia) ha annullato l’ordinanza del giudice di primo grado e ha rinviato la causa dinanzi a tale giudice affinché si pronunciasse nuovamente sulla causa riesaminando tutti gli elementi di prova.
16. Con ordinanza del 3 ottobre 2022, l’Okresný súd Bratislava III (Tribunale...
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