P. K. v Dyrektor Izby Administracji Skarbowej we Wrocławiu.

JurisdictionEuropean Union
CourtCourt of Justice (European Union)
Writing for the CourtFrendo
ECLIECLI:EU:C:2025:299
Docket NumberC-278/24
Date30 April 2025
Procedure TypeReference for a preliminary ruling

Edizione provvisoria

SENTENZA DELLA CORTE (Nona Sezione)

30 aprile 2025 (*)

« Rinvio pregiudiziale – Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) – Direttiva 2006/112/CEE – Articolo 273 – Misure dirette ad assicurare l’esatta riscossione dell’IVA – Debito IVA di un soggetto passivo – Normativa nazionale che prevede la responsabilità solidale dell’ex presidente del consiglio di amministrazione del soggetto passivo – Esonero dalla responsabilità solidale – Assenza di colpa – Istanza di fallimento – Esistenza di un solo creditore – Proporzionalità – Parità di trattamento – Diritto di proprietà – Certezza del diritto »

Nella causa C‑278/24 [Genzyński] (i),

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Wojewódzki Sąd Administracyjny we Wrocławiu (Tribunale amministrativo del voivodato di Breslavia, Polonia), con decisione del 31 gennaio 2024, pervenuta in cancelleria il 22 aprile 2024, nel procedimento

P. K.

contro

Dyrektor Izby Administracji Skarbowej we Wrocławiu,

LA CORTE (Nona Sezione),

composta da N. Jääskinen, presidente di sezione, A. Arabadjiev e R. Frendo (relatrice), giudici,

avvocato generale: M. Campos Sánchez-Bordona

cancelliere: A. Calot Escobar

vista la fase scritta del procedimento,

considerate le osservazioni presentate:

– per il Dyrektor Izby Administracji Skarbowej we Wrocławiu, da E. Chojnacki e B. Rogowska-Rajda;

– per il governo polacco, da B. Majczyna, in qualità di agente;

– per la Commissione europea, da M. Herold e B. Sasinowska, in qualità di agenti,

vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 193, 205 e 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GU 2006, L 347, pag. 1), come modificata dalla direttiva (UE) 2018/1695 del Consiglio, del 6 novembre 2018 (GU 2018, L 282, pag. 5, e rettifica in GU 2018, L 329, pag. 53) (in prosieguo: la «direttiva IVA»), in combinato disposto con l’articolo 2 TUE, l’articolo 325 TFUE, gli articoli 17, 20, 21, 41 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»), nonché con i principi di proporzionalità, di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento.

2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra P. K. e il Dyrektor Izby Administracji Skarbowej we Wrocławiu (direttore della camera dell’amministrazione tributaria di Breslavia, Polonia) riguardante il sorgere della responsabilità solidale di P. K. per il debito d’imposta sul valore aggiunto (IVA) di una società di cui quest’ultimo aveva presieduto il consiglio di amministrazione.

Contesto normativo

Diritto dellUnione

3 L’articolo 193 della direttiva IVA così prevede:

«L’IVA è dovuta dal soggetto passivo che effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi imponibile, eccetto che nei casi in cui l’imposta è dovuta da una persona diversa in virtù degli articoli da 194 a 199 ter e 202».

4 L’articolo 205 di tale direttiva enuncia quanto segue:

«Nelle situazioni di cui agli articoli da 193 a 200 e agli articoli 202, 203 e 204, gli Stati membri possono stabilire che una persona diversa dal debitore dell’imposta sia responsabile in solido per l’assolvimento dell’IVA».

5 L’articolo 273, primo comma, della suddetta direttiva è così formulato:

«Gli Stati membri possono stabilire, nel rispetto della parità di trattamento delle operazioni interne e delle operazioni effettuate tra Stati membri da soggetti passivi, altri obblighi che essi ritengono necessari ad assicurare l’esatta riscossione dell’IVA e ad evitare le evasioni, a condizione che questi obblighi non diano luogo, negli scambi tra Stati membri, a formalità connesse con il passaggio di una frontiera».

Diritto polacco

Codice tributario

6 La ustawa – Ordynacja podatkowa (legge recante il codice tributario), del 29 agosto 1997, nella sua versione applicabile ai fatti del procedimento principale (Dz. U. del 2023, posizione 2383) (in prosieguo: il «codice tributario»), all’articolo 107, così dispone:

«1. Nei casi e nella misura previsti dal presente capo, i terzi sono anch’essi responsabili in solido con il soggetto passivo, con tutto il loro patrimonio, degli arretrati d’imposta di quest’ultimo.

(...)

2. Fatte salve disposizioni contrarie, i terzi sono altresì responsabili:

(...)

2) degli interessi di mora sugli arretrati di imposta;

(...)».

7 L’articolo 108 del codice tributario, al paragrafo 1, prevede quanto segue:

«L’amministrazione tributaria statuisce con decisione sulla responsabilità fiscale dei terzi».

8 Ai sensi dell’articolo 116 di tale codice:

«1. I membri del consiglio di amministrazione di una società a responsabilità limitata, di una società a responsabilità limitata in formazione, di una società per azioni semplificata, di una società per azioni semplificata in formazione, di una società per azioni o di una società per azioni in formazione sono responsabili in solido con tutto il loro patrimonio degli arretrati d’imposta di dette società, se l’esecuzione forzata sul patrimonio della società si è rivelata totalmente o parzialmente infruttuosa e il membro del consiglio di amministrazione:

1) non ha dimostrato che:

a) è stata presentata tempestivamente un’istanza di fallimento o è stata emessa allo stesso tempo una decisione di avvio di un procedimento di ristrutturazione o di approvazione del concordato (...), o

b) il mancato deposito dell’istanza di fallimento non è dovuto a sua colpa; o

2) non ha identificato su quali beni della società l’esecuzione forzata consentirebbe di garantire in gran parte gli arretrati d’imposta della società.

(...)

2. La responsabilità dei membri del consiglio di amministrazione si estende agli arretrati d’imposta per i debiti scaduti durante l’esercizio delle loro funzioni e agli arretrati (...) sorti durante l’esercizio di tali funzioni.

(...)

4) Le disposizioni dei paragrafi da 1 a 3 si applicano anche all’ex membro del consiglio di amministrazione e all’ex rappresentante o socio della società in formazione.

(...)».

Legge fallimentare

9 La ustawa – Prawo upadłościowe (legge in materia di diritto fallimentare), del 28 febbraio 2003, nella versione applicabile ai fatti del procedimento principale (Dz. U. del 2024, posizione 794) (in prosieguo: la «legge fallimentare»), all’articolo 1, così dispone:

«1. La legge disciplina:

1) i principi di esecuzione collettiva dei crediti di imprese debitrici insolventi.

(...)».

10 L’articolo 11 di tale legge così dispone:

«1. Il debitore è insolvente quando non è più in grado di far fronte alle proprie obbligazioni finanziarie.

1 bis Si presume che il debitore non è più in grado di far fronte alle proprie obbligazioni finanziarie quando il ritardo nell’esecuzione delle obbligazioni finanziarie supera tre mesi.

(...)».

11 L’articolo 20 di tale legge enuncia quanto segue:

«1. Un’istanza di fallimento può essere depositata dal debitore o da uno dei suoi creditori.

(...)».

12 Ai sensi dell’articolo 21 della medesima legge:

«1. Il debitore è tenuto a depositare un’istanza di fallimento presso il tribunale entro 30 giorni dalla data in cui si sono prodotti i motivi del fallimento.

(...)».

Procedimento principale e questioni pregiudiziali

13 P. K. è stato presidente del consiglio di amministrazione della società E. sp. z o.o. dal gennaio 2014 al settembre 2017.

14 Poiché tale società non ha versato gli importi dovuti a titolo di IVA per il periodo che va da maggio ad agosto 2017, tali importi sono diventati arretrati d’imposta.

15 Il Naczelnik Dolnośląskiego Urzędu Skarbowego we Wrocławiu (capo dell’Ufficio tributi della Bassa Slesia a Breslavia, Polonia) (in prosieguo: il «NDUS») ha emesso titoli esecutivi nei confronti della società E. e adottato alcune misure di esecuzione. Avendo constatato che gli attivi di tale società non consentivano di liquidare l’integralità degli arretrati d’imposta, il NDUS ha estinto tale procedimento esecutivo.

16 Sulla base dell’articolo 107, paragrafo 1 e paragrafo 2, punto 2, nonché dell’articolo 108, paragrafo 1, del codice tributario, in combinato disposto con l’articolo 116 dello stesso, il NDUS ha avviato un procedimento volto ad accertare la responsabilità solidale di P. K. per gli arretrati d’imposta della società E.

17 Con decisione del 15 giugno 2022 il NDUS ha riconosciuto P. K. responsabile in solido per tali arretrati.

18 Poiché P. K. ha contestato la decisione menzionata al punto precedente dinanzi al direttore della camera dell’amministrazione tributaria di Breslavia, quest’ultimo ne ha confermato la fondatezza con decisione del 18 ottobre 2022.

19 P. K. ha chiesto l’annullamento di tale decisione al Wojewódzki Sąd Administracyjny we Wrocławiu (Tribunale amministrativo del voivodato di Breslavia, Polonia), che è il giudice del rinvio.

20 A tal fine, P. K. ha dedotto la violazione dell’articolo 11, dell’articolo 20, paragrafo 1 e dell’articolo 21, paragrafo 1, della legge fallimentare nonché dell’articolo 116, paragrafo 1, punto 1, del codice tributario.

21 P. K. ha fatto valere, da un lato, che durante il periodo durante il quale ha esercitato le sue funzioni di presidente del consiglio di amministrazione della società E., non sussisteva alcuna ragione di fatto o di diritto per presentare un’istanza di fallimento di tale società, richiesta ai fini dell’applicazione dell’articolo 116, paragrafo 1, punto 1, del codice tributario. Il deposito di una tale istanza sarebbe stato, quindi, prematuro e ingiustificato. L’amministrazione tributaria polacca avrebbe fatto sorgere la sua responsabilità per i debiti tributari della società E. fondandosi solamente sulla presunzione secondo cui, poiché l’obbligazione tributaria di tale società era sorta durante il periodo summenzionato, egli era...

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