Prefazione alla seconda edizione

Autore:Villani, Ugo
Pagine:XV-XV
 
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PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE
L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 ha reso neces-
sario non un semplice aggiornamento, ma una profonda revisione di questo vo-
lume, per adeguarlo alle modifiche concernenti, anzitutto, l’architettura dell’Unione
europea – con l’eliminazione dell’articolazione in tre pilastri –, nonché i suoi prin-
cipi, la struttura organizzativa, le competenze, le procedure. Per certi aspetti, il
Trattato di Lisbona risulta non privo di problemi interpretativi, acuiti dalla divi-
sione nei due Trattati (sull’Unione europea e sul funzionamento dell’Unione euro-
pea), con conseguenti ripetizioni e sovrapposizioni di norme, dalla terminologia
usata (cosa vorrà dire, per esempio, che il Presidente del Consiglio europeo “anima”
i lavori del Consiglio?), persino dalla scelta di sostituire le tradizionali denomina-
zioni di Comunità europea e di diritto comunitario con quella (invero più fredda) di
Unione europea. In proposito non sempre ho fornito delle risposte, ma ho cercato
almeno di individuare i principali problemi, con l’auspicio che – come spesso è già
accaduto in passato – essi trovino soluzioni adeguate nella prassi applicativa e,
specialmente, nella giurisprudenza della Corte di giustizia.
Anche per la preparazione della seconda edizione ho potuto giovarmi della
preziosa e generosa collaborazione di Ivan Ingravallo, Roberto Virzo e France-
sco Cherubini, i quali, oltre a predisporre la bibliografia, hanno effettuato un’at-
tenta rilettura, con l’efficace ausilio di Giuseppe Morgese, dandomi utili consigli.
A tutti un grazie di cuore.
Con questa seconda edizione si apre la Collana di Studi sull’integrazione
europea, rivista fondata nel 2006 da Ennio Triggiani e da me, che in questi cinque
anni ha raggiunto elevati livelli di partecipazione e di qualità scientifica. Credo
che il successo della Rivista sia dovuto – oltre che, naturalmente, ai preziosi con-
tributi di illustri colleghi e di giovani studiosi – allo “spirito di squadra” che
anima i direttori, la redazione e l’insostituibile editore Nicola Cacucci; uno spi-
rito di squadra che nasce dalla passione per tale iniziativa, da un forte senso di
abnegazione e di sacrificio, da una condivisione di valori culturali, ma anzitutto
– e lo dico senza alcuna retorica – da un sentimento di reale e profonda amicizia
che lega quanti danno il loro contributo alla realizzazione della Rivista.
Bari-Roma, luglio 2010 U. V.

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