Thelen Technopark Berlin GmbH v MN.

JurisdictionEuropean Union
CourtCourt of Justice (European Union)
ECLIECLI:EU:C:2022:33
Celex Number62020CJ0261
Docket NumberC-261/20
Date18 January 2022

Edizione provvisoria

SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)

18 gennaio 2022 (*)

«Rinvio pregiudiziale – Libera prestazione di servizi – Articolo 49 TFUEDirettiva 2006/123/CE – Articolo 15 – Onorari di architetti e ingegneri – Tariffe obbligatorie minime – Efficacia diretta – Sentenza dichiarativa dell’inadempimento pronunciata in pendenza di un procedimento dinanzi a un giudice nazionale»

Nella causa C‑261/20,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia, Germania), con decisione del 14 maggio 2020, pervenuta in cancelleria il 15 giugno 2020, nel procedimento

Thelen Technopark Berlin GmbH

contro

MN,

LA CORTE (Grande Sezione),

composta da K. Lenaerts, presidente, L. Bay Larsen, vicepresidente, A. Arabadjiev, A. Prechal, K. Jürimäe, C. Lycourgos, E. Regan, S. Rodin (relatore), I. Ziemele e J. Passer, presidenti di sezione, M. Ilešič, F. Biltgen, P.G. Xuereb, N. Piçarra e L.S. Rossi, giudici,

avvocato generale: M. Szpunar

cancelliere: M. Krausenböck, amministratrice

vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 3 maggio 2021,

considerate le osservazioni presentate:

– per la Thelen Technopark Berlino GmbH, da M. Schultz, Rechtsanwalt;

– per MN, da V. Vorwerk e H. Piorreck, successivamente da V. Vorwerk, Rechtsanwälte;

– per il governo dei Paesi Bassi, da M.K. Bulterman, M.L. Noort, M.H.S. Gijzen e J. Langer, in qualità di agenti;

– per la Commissione europea, da L. Armati, L. Malferrari, W. Mölls e M. Kellerbauer, in qualità di agenti,

sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 15 luglio 2021,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 49 TFUE, nonché dell’articolo 15, paragrafo 1, paragrafo 2, lettera g), e paragrafo 3, della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU 2006, L 376, pag. 36).

2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Thelen Technopark Berlin GmbH (in prosieguo: la «Thelen») e MN in merito al pagamento di onorari a quest’ultimo.

Contesto normativo

Diritto dellUnione

3 Il considerando 6 della direttiva 2006/123 così recita:

«Non è possibile eliminare [gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori negli Stati membri e alla libera circolazione dei servizi tra Stati membri] soltanto grazie all’applicazione diretta degli articoli [49 e 56 TFUE], in quanto, da un lato, il trattamento caso per caso mediante l’avvio di procedimenti di infrazione nei confronti degli Stati membri interessati si rivelerebbe estremamente complesso da gestire per le istituzioni nazionali e [dell’Unione], in particolare dopo l’allargamento e, dall’altro lato, l’eliminazione di numerosi ostacoli richiede un coordinamento preliminare delle legislazioni nazionali, anche al fine di istituire una cooperazione amministrativa. Come è stato riconosciuto dal Parlamento europeo e dal Consiglio [dell’Unione europea], un intervento legislativo [dell’Unione] permette di istituire un vero mercato interno dei servizi».

4 L’articolo 2, paragrafo 1, di tale direttiva prevede quanto segue:

«La presente direttiva si applica ai servizi forniti da prestatori stabiliti in uno Stato membro».

5 L’articolo 15 di detta direttiva così dispone:

«1. Gli Stati membri verificano se il loro ordinamento giuridico prevede i requisiti di cui al paragrafo 2 e provvedono affinché tali requisiti siano conformi alle condizioni di cui al paragrafo 3. Gli Stati membri adattano le loro disposizioni legislative, regolamentari o amministrative per renderle conformi a tali condizioni.

2. Gli Stati membri verificano se il loro ordinamento giuridico subordina l’accesso a un’attività di servizi o il suo esercizio al rispetto dei requisiti non discriminatori seguenti:

(...)

g) tariffe obbligatorie minime e/o massime che il prestatore deve rispettare;

(...)

3. Gli Stati membri verificano che i requisiti di cui al paragrafo 2 soddisfino le condizioni seguenti:

a) non discriminazione: i requisiti non devono essere direttamente o indirettamente discriminatori in funzione della cittadinanza o, per quanto riguarda le società, dell’ubicazione della sede legale;

b) necessità: i requisiti sono giustificati da un motivo imperativo di interesse generale;

c) proporzionalità: i requisiti devono essere tali da garantire la realizzazione dell’obiettivo perseguito; essi non devono andare al di là di quanto è necessario per raggiungere tale obiettivo; inoltre non deve essere possibile sostituire questi requisiti con altre misure meno restrittive che permettono di conseguire lo stesso risultato.

(...)».

Diritto tedesco

6 Gli onorari degli architetti e degli ingeneri sono regolamentati dalla Verordnung über die Honorare für Architekten- und Ingenieurleistungen (Honorarordnung für Architekten und Ingenieure – HOAI) [regolamento sugli onorari per servizi di architetti e ingegneri (regolamento sugli onorari di architetti e ingegneri – HOAI)], del 10 luglio 2013 (BGBl. 2013 I, pag. 2276; in prosieguo: la «HOAI»).

7 L’articolo 1 della HOAI è così formulato:

«Il presente regolamento disciplina le modalità di calcolo degli onorari per le prestazioni di base di architetti e ingegneri (prestatori d’opera) stabiliti in Germania, qualora si tratti di prestazioni di base rientranti in detto regolamento e fornite a partire dal territorio della Repubblica di Germania».

8 L’articolo 7, paragrafi 1, 3 e 5, di detta legge prevede quanto segue:

«1. L’onorario viene determinato in base ad un contratto scritto concluso tra le parti al momento del conferimento dell’incarico, nei limiti delle tariffe massime e minime previste nel presente regolamento.

(...)

3. Le tariffe minime previste nel presente regolamento possono essere ridotte in casi eccezionali, a condizione che venga concluso un contratto scritto.

(...)

5. In mancanza di un contratto scritto concluso al momento del conferimento dell’incarico, sussiste una presunzione assoluta a favore del fatto che siano state adottate le tariffe minime ai sensi del paragrafo 1.

(...)».

Procedimento principale e questioni pregiudiziali

9 Il 2 giugno 2016 la Thelen, una società immobiliare, e MN, un ingegnere, hanno stipulato un contratto di studi nell’ambito del quale quest’ultimo si è impegnato ad eseguire talune prestazioni previste dalla HOAI, in vista della realizzazione di un cantiere programmato a Berlino (Germania), dietro pagamento di onorari forfettari il cui importo ammontava a EUR 55 025.

10 Dopo aver receduto da tale contratto con lettera del 2 giugno 2017, MN ha emesso una fattura a saldo riguardante le prestazioni eseguite redatta nel mese di luglio 2017 in base alle tariffe minime previste dall’articolo 7 della HOAI. A tal fine, tenendo conto dell’importo dei versamenti già effettuati dalla Thelen, egli ha adito il Landgericht Essen (Tribunale del Land di Essen, Germania) onde chiedere il pagamento dell’importo rimanente dovuto, pari ad EUR 102 934,59, oltre agli interessi e alle spese del procedimento.

11 Con sentenza del 28 dicembre 2017, tale giudice ha condannato la Thelen a pagare un importo pari ad EUR 100 108,34, oltre agli interessi.

12 La Thelen ha interposto appello avverso tale sentenza dinanzi all’Oberlandesgericht Hamm (Tribunale superiore del Land di Hamm, Germania), che, con sentenza del 23 luglio 2019, ha parzialmente modificato detta sentenza, condannando la Thelen al pagamento di un importo pari a EUR 96 768,03, oltre agli interessi.

13 Contro tale sentenza la Thelen ha proposto ricorso per cassazione (Revision) dinanzi al Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia, Germania), giudice del rinvio nella presente causa, chiedendo il rigetto integrale della domanda di MN.

14 Il giudice del rinvio ricorda che la Corte ha dichiarato, nella sentenza del 4 luglio 2019, Commissione/Germania (C‑377/17, EU:C:2019:562), e confermato nell’ordinanza del 6 febbraio 2020, hapeg dresden (C‑137/18, non pubblicata, EU:C:2020:84), l’incompatibilità della HOAI con l’articolo 15, paragrafo 1, paragrafo 2, lettera g), e paragrafo 3, della direttiva 2006/123, senza, tuttavia, pronunciarsi sulla compatibilità della HOAI con l’articolo 49 TFUE.

15 Orbene, ad avviso di tale giudice, l’esito del ricorso per cassazione (Revision) dipende dalla questione se l’articolo 15, paragrafo 1, paragrafo 2, lettera g), e paragrafo 3, della direttiva 2006/123 produca direttamente effetti nell’ambito di una controversia intercorrente esclusivamente tra privati, con la conseguenza che l’articolo 7 della HOAI dovrebbe essere disapplicato ai fini della soluzione di tale controversia.

16 Il giudice del rinvio sottolinea, da un lato, che dall’articolo 4, paragrafo 3, TUE e dall’articolo 288, terzo comma, TFUE discende che gli Stati membri sono tenuti a conseguire il risultato previsto da una direttiva e, dall’altro, che tale obbligo incombe a tutte le autorità degli Stati membri, incluse le autorità giurisdizionali; tale obbligo implica, in particolare, che queste ultime autorità sono tenute, per quanto possibile, a interpretare il proprio diritto interno in modo conforme al diritto dell’Unione. Tuttavia, tale giudice precisa che...

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