Conclusiones del Abogado General Sr. M. Szpunar, presentadas el 29 de julio de 2019.

JurisdictionEuropean Union
Celex Number62018CC0555
ECLIECLI:EU:C:2019:652
CourtCourt of Justice (European Union)
Date29 July 2019

Edizione provvisoria

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE

MACIEJ SZPUNAR

presentate il 29 luglio 2019 (1)

Causa C‑555/18

K.H.K.

contro

B.A.C.,

E.E.K.

[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sofiyski rayonen sad (Tribunale distrettuale di Sofia, Bulgaria)]

«Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Regolamento (UE) n. 655/2014 – Procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari – Nozione di “atto pubblico” – Ingiunzione di pagamento di un credito»






I. Introduzione

1. Secondo la sentenza Denilauler (2), pronunciata dalla Corte nel 1979, i provvedimenti provvisori o cautelari emessi inaudita altera parte non fruiscono del regime di riconoscimento e di esecuzione previsto dalla convenzione di Bruxelles (3). Tale giurisprudenza è stata successivamente codificata nel regolamento n. 1215/2012 (4). Il fatto che provvedimenti provvisori e cautelari non fossero soggetti al regime di riconoscimento e di esecuzione, unificato a livello del diritto dell’Unione, costituiva una delle ragioni per cui la normativa dell’Unione in materia di esecuzione delle decisioni emesse al termine di procedimenti per il pagamento era considerata da alcuni il tallone d’Achille dell’area della giustizia civile in Europa (5).

2. Nel 2014, quasi 35 anni dopo la sentenza Denilauler (6), è stato adottato il regolamento (UE) n. 655/2014 (7), con cui il legislatore dell’Unione ha introdotto l’ordinanza europea di sequestro conservativo (OESC). L’OESC, pur mantenendo l’effetto sorpresa per il debitore, è automaticamente riconosciuta negli altri Stati membri senza che sia richiesta una speciale procedura (8).

3. Con il suo rinvio pregiudiziale, il giudice a quo chiede alla Corte di interpretare, per la prima volta, il regolamento n. 655/2014.

4. Conformemente alla richiesta della Corte, le presenti conclusioni si limiteranno ad analizzare la prima delle tre questioni pregiudiziali, con la quale il giudice del rinvio s’interroga sulla nozione di «atto pubblico» di cui all’articolo 4, punto 10, del regolamento n. 655/2014 e, più specificamente, sulla questione se un atto pubblico, nell’accezione del regolamento in parola, debba avere o meno carattere esecutivo.

II. Contesto normativo

A. Diritto dell’Unione

5. A tenore dell’articolo 4, punto 8, del regolamento n. 655/2014 per «decisione giudiziaria» si deve intendere, «a prescindere dalla denominazione usata, qualsiasi decisione emessa da un’autorità giudiziaria di uno Stato membro, compresa la decisione sulla determinazione delle spese giudiziali da parte del cancelliere». L’articolo 4, punto 10, del regolamento medesimo definisce parimenti la nozione di «atto pubblico» come «un documento che sia stato formalmente redatto o registrato come atto pubblico in uno Stato membro e la cui autenticità:

a) riguardi la firma e il contenuto dell’atto; e

b) sia stata attestata da un’autorità pubblica o da altra autorità a tal fine autorizzata».

6. Al capo 2 di detto regolamento, intitolato «Procedura per l’ottenimento di un’ordinanza di sequestro conservativo», figura l’articolo 5, intitolato «Possibilità di avvalersi dell’ordinanza di sequestro conservativo», ai sensi del quale:

«Il creditore può avvalersi dell’ordinanza di sequestro conservativo nei casi seguenti:

a) prima che il creditore avvii un procedimento di merito contro il debitore in uno Stato membro, o in qualsiasi momento durante tale procedimento fino a quando è emessa la decisione giudiziaria o è approvata o conclusa una transazione giudiziaria;

b) dopo che il creditore ha ottenuto, in uno Stato membro, una decisione giudiziaria, una transazione giudiziaria o un atto pubblico che impongono al debitore di pagare il credito vantato dal creditore».

7. L’articolo 14, paragrafo 1, del medesimo regolamento così dispone:

«Il creditore, ove abbia ottenuto, in uno Stato membro, una decisione giudiziaria, una transazione giudiziaria o un atto pubblico esecutivi che impongono al debitore di pagare il credito da esso vantato e abbia motivo di ritenere che il debitore detenga uno o più conti presso una banca in un determinato Stato membro, ma non conosca il nome e/o l’indirizzo della banca, né il codice IBAN, BIC o altra coordinata bancaria che permetta di identificare la banca, può chiedere all’autorità giudiziaria presso la quale è depositata la domanda di ordinanza di sequestro conservativo di richiedere che l’autorità d’informazione dello Stato membro dell’esecuzione ottenga le informazioni necessarie per consentire l’identificazione della banca o delle banche e del conto o dei conti del debitore.

Fermo restando il primo comma, il creditore può presentare la richiesta di cui a tale comma qualora la decisione giudiziaria, la transazione giudiziaria o l’atto pubblico ottenuti dal creditore non siano ancora esecutivi e l’importo da sottoporre a sequestro conservativo sia rilevante, tenuto conto delle circostanze pertinenti, e il creditore abbia fornito prove sufficienti per convincere l’autorità giudiziaria che vi è urgente necessità delle informazioni sui conti bancari in quanto sussiste il rischio che, senza dette informazioni, la successiva esecuzione del credito vantato dal creditore nei confronti del debitore sia verosimilmente compromessa e che ciò possa, di conseguenza, determinare un sostanziale deterioramento della situazione finanziaria del creditore».

B. Diritto bulgaro

8. Dall’articolo 47, paragrafo 1, del Grazhdanski protsesualen kodeks (codice di procedura civile bulgaro, in prosieguo: il «GPK») risulta che, in caso di impossibilità di reperire entro un mese il convenuto presso il recapito indicato negli atti del procedimento e di reperire una persona che si dichiari disponibile a ricevere la notifica, quest’ultima può essere effettuata, in linea di principio, mediante affissione. A norma dell’articolo 47, paragrafo 5, del GPK, la notifica per affissione può comportare che la stessa si ritenga effettuata nonostante il convenuto non abbia effettivamente preso conoscenza del fascicolo.

9. Al capo 37 del GPK, riguardante la procedura per l’ingiunzione di pagamento, figura l’articolo 410, intitolato «Domanda di emissione di un’ingiunzione di pagamento», il quale prevede quanto segue:

«(1) Il richiedente può domandare che sia emanata un’ingiunzione di pagamento:

1. per crediti pecuniari o crediti relativi a cose fungibili, qualora il tribunale distrettuale sia competente per tale pretesa;

2. per la restituzione di una cosa mobile, che il debitore ha ottenuto promettendone la restituzione o che sia gravata da pegno o che sia stata trasferita dal debitore con l’obbligo di trasferirne il possesso, qualora il tribunale distrettuale sia competente per tale pretesa.

(2) (integrazione – DV n. 86 del 2017) La domanda deve contenere l’istanza di emanazione di un provvedimento esecutivo e ottemperare ai requisiti di cui all’articolo 127, commi 1 e 3 e 128, commi 1 e 2. Nella domanda deve essere indicato un numero di conto bancario o altra modalità di pagamento».

10. Ai termini dell’articolo 415, paragrafi 1 e 5, del GPK:

«(1) Nei casi elencati qui di seguito, il tribunale richiama l’attenzione del richiedente sulla possibilità di proporre un ricorso:

1. se l’opposizione è stata presentata tempestivamente;

2. se l’ingiunzione di pagamento è stata notificata al debitore conformemente all’articolo 47, comma 5;

3. se il tribunale ha respinto la domanda di emanazione di un’ingiunzione di pagamento.

(...)

(5) Qualora il ricorrente non produca la prova di aver presentato tempestivamente il ricorso, il tribunale annulla, in tutto o in parte, l’ingiunzione e il titolo esecutivo emessi a norma dell’articolo 418».

11. Ai termini dell’articolo 416 del GPK:

«Se l’opposizione non viene presentata tempestivamente o viene ritirata, o se la sentenza che accerta il credito passa in giudicato, l’ingiunzione di pagamento diventa definitiva. Sulla base dell’ingiunzione di pagamento, il tribunale emette un provvedimento esecutivo e lo annota nell’ingiunzione di pagamento».

12. Il capo 56 del GPK, con cui il regolamento n. 655/2014 è stato recepito nel diritto bulgaro, contempla un articolo 618 bis che così dispone:

«(1) L’emissione di un’[OESC] su conti bancari può essere chiesta prima della proposizione di un ricorso dinanzi al giudice di primo grado competente a statuire sul merito.

(2) L’emissione di un’[OESC] su conti bancari può essere chiesta dopo che sia stato redatto un atto pubblico ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 10, del regolamento [n. 655/2014] presso il giudice di primo grado competente.

(3) Il ricorrente può, in qualsiasi momento del procedimento giudiziario e fino alla sua conclusione, chiedere al tribunale presso cui il procedimento è pendente di emettere un’[OESC] su conti bancari. Se la domanda di emissione di un’[OESC] su conti bancari viene proposta nel contesto di un procedimento in cassazione, è competente il giudice dell’impugnazione.

(4) L’emissione di un’[OESC] su conti bancari può essere chiesta dopo la pubblicazione della sentenza del tribunale di primo grado che ha statuito sul merito o dopo l’approvazione di una transazione giudiziaria».

III. Fatti del procedimento principale

13. Il ricorrente, ai sensi dell’articolo 410 del GPK, ha depositato presso il Sofiyski rayonen sad (Tribunale distrettuale di Sofia, Bulgaria) una domanda di emissione di un’ingiunzione di pagamento a carico di due debitori.

14. Il 5 aprile 2018 detto tribunale emanava un’ingiunzione di pagamento a norma dell’articolo 410 del GPK. Il 18 aprile 2018 copie di tale ordinanza venivano inviate ai debitori presso i loro recapiti di Sofia, come indicati dal ricorrente e corrispondenti a quelli registrati d’ufficio presso la banca dati nazionale della popolazione.

15. Conformemente alla normativa bulgara, poiché i debitori non erano stati reperiti presso i recapiti indicati e non avevano reagito alle notifiche affisse sulla loro porta di casa o sulla loro cassetta delle lettere entro il termine di...

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1 cases
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    • European Union
    • Court of Justice (European Union)
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