conclusiones del Abogado General Pitruzzella presentadas en el asunto Köln-Aktienfonds Deka
| Jurisdiction | European Union |
| Celex Number | 62017CC0156 |
| ECLI | ECLI:EU:C:2019:677 |
| Court | Court of Justice (European Union) |
| Date | 05 September 2019 |
Edizione provvisoria
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
GIOVANNI PITRUZZELLA
presentate il 5 settembre 2019(1)
Causa C‑156/17
Köln-Aktienfonds Deka
contro
Staatssecretaris van Financiën,
con l’intervento di:
Nederlandse Orde van Belastingadviseurs,
Loyens en Loeff NV
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden (Corte suprema dei Paesi Bassi)]
«Rinvio pregiudiziale – Libera circolazione dei capitali – Restrizioni – Tassazione dei dividendi versati agli organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) – Rigetto delle domande di rimborso presentate da un OICVM non residente dell’imposta sui dividendi trattenuta sui dividendi versati da società residenti – Requisiti concernenti l’azionariato dell’OICVM – Prova dei requisiti – Discriminazione indiretta – Condizioni di fatto proprie del mercato nazionale – Obbligo di redistribuzione dei dividendi – Potestà impositiva degli Stati membri – Impossibilità o eccessiva difficoltà di soddisfare l’obbligo – Normativa dello Stato membro di stabilimento dell’OICVM non residente»
1. Con la presente domanda di pronuncia pregiudiziale lo Hoge Raad der Nederlanden (Corte suprema dei Paesi Bassi) chiede alla Corte di pronunciarsi sulla compatibilità con la libera circolazione dei capitali prevista dall’articolo 63TFUE di diversi aspetti del regime olandese d’imposizione degli organismi di investimento collettivo a carattere fiscale (in prosieguo: gli «OICF») (2).
2. Le questioni pregiudiziali oggetto della presente causa sono state sollevate nel quadro di una controversia sorta tra Köln-Aktienfonds Deka (in prosieguo: «KA Deka»), un organismo d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) stabilito in Germania, e le autorità fiscali dei Paesi Bassi riguardo al rigetto da parte di queste ultime delle domande introdotte da KA Deka per ottenere il rimborso, in applicazione della normativa riguardante gli OICF, dell’imposta sui dividendi trattenuta a suo carico sui dividendi di azioni di società stabilite nei Paesi Bassi versatele tra il 2002 e il 2008.
3. A seguito del ritiro della prima questione pregiudiziale da parte del giudice del rinvio in ragione della pronuncia della sentenza del 21 giugno 2018, Fidelity Funds e. a. (C‑480/16, EU:C:2018:480; in prosieguo la «sentenza Fidelity Funds»), la domanda di pronuncia pregiudiziale riguarda oramai solamente la compatibilità con l’articolo 63TFUE della normativa in causa in relazione a due condizioni da essa previste per poter beneficiare del regime degli OICF, cui è subordinato il riconoscimento del rimborso dell’imposta sui dividendi trattenuta: da un lato, taluni requisiti relativi all’azionariato dell’OICVM che aspira a beneficiare di tale regime e, dall’altro, l’obbligo di redistribuire gli utili percepiti.
4. La presente causa pone questioni importanti e delicate di coordinamento tra, da un lato, la potestà impositiva degli Stati membri che si esplica, tra l’altro, nella libertà di prevedere i requisiti ritenuti necessari per beneficiare di un regime fiscale e, dall’altro, l’esigenza di garantire il rispetto delle libertà fondamentali previste dal Trattato FUE e, in particolare, della libera circolazione dei capitali.
I. Contesto normativo
5. Il regime giuridico e fiscale relativo agli OICF in diritto dei Paesi Bassi è disciplinato, principalmente, dall’articolo 28 della Wet op de vennootschapsbelasting 1969 (legge del 1969 sull’imposta sulle società; in prosieguo: la «Wet Vpb»), articolo che ha subito modifiche sostanziali nel 2007, e dall’articolo 10, paragrafo 2, della Wet op de dividendbelasting (legge relativa all’imposta sui dividendi).
6. L’obiettivo perseguito da tale regime è quello di assimilare, ai fini dell’imposizione nei Paesi Bassi, i titolari di azioni o di partecipazione di un OICF alle persone fisiche che effettuano investimenti diretti. Detto regime mira ad equiparare il più possibile la pressione fiscale sui proventi derivanti dagli investimenti effettuati dagli OICF alla pressione fiscale sui proventi derivanti da investimenti diretti effettuati dagli investitori privati.
7. Al fine di raggiungere tale obiettivo, risulta dalla decisione di rinvio dello Hoge Raad der Nederlanden (Corte suprema dei Paesi Bassi) che il diritto dei Paesi Bassi, quale in vigore nel periodo pertinente per il procedimento principale, configurava il regime giuridico e fiscale degli OICF come segue.
8. In primo luogo, ai termini dell’articolo 28, paragrafo 2, della Wet Vpb, nella versione in vigore nel periodo compreso tra il 2002 e il 2006, potevano essere qualificate come OICF le società per azioni, le società a responsabilità limitata e i fondi comuni d’investimento che fossero stabiliti nei Paesi Bassi, il cui oggetto e attività effettiva consistessero in investimenti patrimoniali e che soddisfacessero le condizioni enunciate nello stesso paragrafo (3).
9. In secondo luogo, gli OICF erano – e sono tuttora – assoggettati ad un’aliquota d’imposta sulle società pari a zero, ciò che equivale ad un’esenzione da tale imposta.
10. In terzo luogo, qualora un OICF detenesse partecipazioni in società con sede nei Paesi Bassi e percepisse dividendi da tali società, esso poteva richiedere il rimborso dell’imposta olandese sui dividendi prelevata a suo carico mediante ritenuta alla fonte effettuata dalle società che avevano distribuito i dividendi. Qualora, invece, un OICF percepisse dividendi da società stabilite in altri paesi assoggettate, in tali paesi, ad imposta, esso aveva diritto ad una compensazione. Tali requisiti sono tuttora in vigore.
11. In quarto luogo, gli OICF erano – e sono tuttora – tenuti a distribuire ai propri azionisti o detentori di partecipazioni tutti gli utili percepiti (sia dividendi, che altri tipi di utili) suscettibili di essere distribuiti, e ciò entro otto mesi dalla chiusura del relativo esercizio (in prosieguo: l’«obbligo di redistribuzione») (4).
12. In quinto luogo, quando distribuivano i dividendi ai loro azionisti o detentori di partecipazioni, gli OICF avevano – e hanno tuttora – l’obbligo di prelevare l’imposta olandese sui dividendi. Tale prelevamento si sostituisce all’imposta sui dividendi, trattenuta a carico degli OICF e successivamente rimborsatagli. In tal modo l’investimento mediante OICF non è fiscalmente più vantaggioso di un investimento diretto.
13. In sesto luogo, per garantire che il regime degli OICF venisse utilizzato esclusivamente per le tipologie di investitori cui esso era destinato, la normativa pertinente prevedeva alcuni requisiti relativi agli azionisti o ai detentori di partecipazioni che dovevano essere soddisfatti dagli organismi per poter essere qualificati come OICF (in prosieguo i «requisiti degli azionisti») (5).
14. Nel periodo compreso tra il 2002 e il 2006, le condizioni richieste per l’azionariato erano disciplinate all’articolo 28, paragrafo 2, lettere c), d), e), f) e g), della Wet Vpb. La normativa prevedeva una distinzione tra organismi le cui azioni o certificati di partecipazione erano ufficialmente quotati presso la borsa di Amsterdam e organismi le cui azioni o certificati di partecipazione non lo erano.
15. Più specificamente, organismi le cui azioni o partecipazioni erano quotate presso la borsa di Amsterdam venivano, in sostanza, esclusi dal regime OICF se il 45% o più delle azioni o partecipazioni erano detenute da un’entità soggetta a un’imposta sugli utili (e non da un OICF le cui azioni o partecipazioni erano quotate alla borsa di Amsterdam), o erano detenute da un’entità il cui utile fosse soggetto a un’imposta sugli utili gravante sugli azionisti o partecipanti. Inoltre, un organismo non poteva beneficiare del regime previsto per gli OICF, se una persona fisica deteneva nell’organismo stesso, da sola, un interesse pari o superiore al 25%.
16. Organismi le cui azioni o partecipazioni non fossero quotate presso la borsa di Amsterdam potevano beneficiare del regime OICF a condizione che, in sostanza, almeno il 75% delle loro azioni o partecipazioni fosse detenuto da persone fisiche, entità non soggette ad imposta sugli utili, quali fondi pensione e organizzazioni di beneficienza o altri OICF. Non era possibile beneficiare del regime OICF se una o più persone fisiche detenevano una partecipazione importante – ovvero, almeno il 5% delle azioni o partecipazioni – nell’organismo. Se un fondo di investimento disponeva di un’autorizzazione ai sensi della Wet toezicht beleggingsinstellingen (legge sulla sorveglianza dei fondi di investimento), il divieto di partecipazione importante veniva meno a favore di una regola ai sensi della quale nessuna persona fisica poteva detenere un interesse pari o superiore al 25% nel fondo.
17. Per poter beneficiare del regime OICF, organismi le cui azioni o certificati di partecipazione erano ufficialmente quotati presso la borsa di Amsterdam erano pertanto assoggettati a requisiti meno restrittivi rispetto a quelli le cui azioni o certificati di partecipazione non lo erano.
18. A seguito delle modifiche legislative del 2007 la distinzione tra organismi le cui azioni o partecipazioni siano quotate alla borsa di Amsterdam e altri organismi è stata abolita. Risulta dalla decisione di rinvio che ciò che è, oramai, decisivo è che le azioni o partecipazioni siano ammesse alla negoziazione su un mercato degli strumenti finanziari come previsto dalla wet op het financieel toezicht (legge sulla sorveglianza finanziaria) (6) o che il fondo o il suo gestore disponga di un’autorizzazione o che ne sia dispensato ai sensi della stessa legge (7).
II. Fatti, procedimento principale e questioni pregiudiziali
19. Köln-Aktienfonds Deka (in prosieguo KA Deka) è un fondo di investimento di diritto tedesco stabilito in Germania, le cui attività consistono nell’investire il patrimonio del fondo. KA Deka costituisce un OICVM ai sensi delle direttive 85/611 (8) e 2009/65 (9). KA Deka emette azioni che sono quotate alla borsa valori in...
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