Council Regulation (EC) No 1182/2007 of 26 September 2007 laying down specific rules as regards the fruit and vegetable sector, amending Directives 2001/112/EC and 2001/113/EC and Regulations (EEC) No 827/68, (EC) No 2200/96, (EC) No 2201/96, (EC) No 2826/2000, (EC) No 1782/2003 and (EC) No 318/2006 and repealing Regulation (EC) No 2202/96

Published date17 October 2007
Subject MatterFruit and vegetables
Official Gazette PublicationOfficial Journal of the European Union, L 273, 17 October 2007
L_2007273IT.01000101.xml
17.10.2007 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 273/1

REGOLAMENTO (CE) N. 1182/2007 DEL CONSIGLIO

del 26 settembre 2007

recante norme specifiche per il settore ortofrutticolo, recante modifica delle direttive 2001/112/CE e 2001/113/CE e dei regolamenti (CEE) n. 827/68, (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96, (CE) n. 2826/2000, (CE) n. 1782/2003 e (CE) n. 318/2006 e che abroga il regolamento (CE) n. 2202/96

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare in particolare gli articoli 36 e 37,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Parlamento europeo,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),

visto il parere del Comitato delle regioni,

considerando quanto segue:

(1) L’attuale regime per il settore ortofrutticolo è disciplinato dal regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (2), dal regolamento (CE) n. 2201/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti trasformati a base di ortofrutticoli (3), e dal regolamento (CE) n. 2202/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, che istituisce un regime di aiuti ai produttori di taluni agrumi (4).
(2) Alla luce dell’esperienza, risulta necessario modificare il regime del settore ortofrutticolo al fine di realizzare i seguenti obiettivi: potenziare la competitività e l’orientamento al mercato del settore, in modo da contribuire a rendere la produzione sostenibile e competitiva sia sul mercato interno sia sui mercati esteri, ridurre le fluttuazioni del reddito dei produttori ortofrutticoli dovute alle crisi di mercato, aumentare il consumo di ortofrutticoli nella Comunità e continuare gli sforzi operati nel settore per salvaguardare e proteggere l’ambiente.
(3) Poiché tali obiettivi non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri a motivo della natura comune del mercato dei prodotti ortofrutticoli e possono dunque, a motivo della necessità di ulteriori iniziative comuni, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(4) La Commissione ha presentato una proposta separata di regolamento del Consiglio che istituisce un’organizzazione comune dei mercati agricoli che potrebbe comprendere, in un primo tempo, alcune disposizioni a carattere orizzontale riguardanti il settore ortofrutticolo ma che si applicano anche a tutta una serie di altri prodotti agricoli, in particolare disposizioni sul comitato di gestione. È opportuno mantenere tali disposizioni nei regolamenti (CE) n. 2200/96 e (CE) n. 2201/96, ma occorrerebbe aggiornarle, semplificarle e snellirle, in modo da agevolarne l’inserimento nel regolamento recante organizzazione comune dei mercati agricoli.
(5) Per altre disposizioni specifiche che disciplinano il settore ortofrutticolo, la portata delle modifiche del regime attuale è tale da rendere necessario, a fini di chiarezza, il loro inserimento in un regolamento separato. Se tali disposizioni sono anch’esse, in certa misura, a carattere orizzontale, vale a dire si applicano ad una serie di altri prodotti agricoli, come le norme di commercializzazione e le disposizioni sugli scambi con i paesi terzi, dovrebbero parimenti essere aggiornate e semplificate per consentirne in una fase successiva l’agevole inserimento nel suddetto regolamento recante organizzazione comune dei mercati agricoli. Il presente regolamento non dovrebbe dunque abrogare o modificare gli strumenti esistenti a carattere orizzontale, salvo che siano diventati obsoleti o superflui o che, per loro stessa natura, non si prestino ad essere trattati a livello di Consiglio.
(6) Il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai prodotti soggetti all’organizzazione comune dei mercati nei settori degli ortofrutticoli freschi e trasformati. Tuttavia, le disposizioni concernenti le organizzazioni di produttori nonché le organizzazioni e gli accordi interprofessionali si applicano unicamente ai prodotti soggetti all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli freschi; questa distinzione dovrebbe essere mantenuta. Il campo di applicazione dell’organizzazione comune dei mercati nel settore ortofrutticolo dovrebbe essere esteso ad alcune erbe aromatiche, affinché queste possano beneficiare di quel regime. Il timo e lo zafferano sono attualmente coperti dal regolamento (CEE) n. 827/68 del Consiglio, del 28 giugno 1968, relativo all’organizzazione comune dei mercati per taluni prodotti elencati nell’allegato II del trattato (5), dal quale dovrebbero pertanto essere soppressi.
(7) Alcuni prodotti dovrebbero essere soggetti a norme di commercializzazione, riguardanti in particolare la definizione, la qualità, la classificazione in categorie, la calibrazione, il condizionamento, l’imballaggio, il magazzinaggio, il trasporto, la presentazione, l’immissione in commercio e l’etichettatura, per consentire l’approvvigionamento del mercato con prodotti di qualità uniforme e soddisfacente. Può essere inoltre necessario adottare misure speciali, in particolare metodi di analisi aggiornati e altri provvedimenti volti a determinare le caratteristiche delle norme in questione, onde evitare abusi circa la qualità e la genuinità dei prodotti offerti al consumatore e le gravi turbative dei mercati che tali abusi possono causare.
(8) Attualmente, la direttiva 2001/112/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2001, concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi destinati all’alimentazione umana (6), e la direttiva 2001/113/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2001, relativa alle confetture, gelatine e marmellate di frutta e alla crema di marroni destinate all’alimentazione umana (7), recano disposizioni specifiche in materia di produzione, composizione ed etichettatura di questi prodotti. Tuttavia, tali norme non sono del tutto aggiornate in base all’evoluzione delle pertinenti norme internazionali e dovrebbero pertanto essere modificate per consentirne l’aggiornamento.
(9) La produzione e la commercializzazione degli ortofrutticoli dovrebbero tener conto delle considerazioni ambientali, a livello sia delle pratiche colturali sia della gestione dei materiali usati e dell’eliminazione dei prodotti ritirati dal mercato, soprattutto per quanto riguarda la protezione della qualità delle acque, la salvaguardia della biodiversità e la conservazione del paesaggio.
(10) Le organizzazioni di produttori sono gli attori fondamentali del regime ortofrutticolo, del quale garantiscono, al loro livello, il funzionamento decentrato. Di fronte ad una concentrazione sempre maggiore della domanda, l’aggregazione dell’offerta tramite queste organizzazioni continua ad essere una necessità economica per consolidare la posizione dei produttori sul mercato. Tale aggregazione dell’offerta dovrebbe realizzarsi su base volontaria e dimostrare la propria utilità grazie alla portata e all’efficienza dei servizi offerti dalle organizzazioni di produttori ai propri aderenti. Poiché le organizzazioni di produttori agiscono esclusivamente nell’interesse dei loro aderenti, dovrebbero essere considerate come agenti a nome e per conto dei loro aderenti nelle questioni economiche.
(11) L’esperienza dimostra che le organizzazioni di produttori sono lo strumento adatto per concentrare l’offerta. Tuttavia, le organizzazioni di produttori non sono distribuite in modo uniforme nei vari Stati membri. Per accrescere l’attrattiva delle organizzazioni di produttori, è opportuno provvedere, per quanto possibile, a rendere più flessibile il loro funzionamento. Tale flessibilità dovrebbe, in particolare, riguardare la gamma di prodotti coperta da ciascuna organizzazione di produttori, la proporzione autorizzata di vendite dirette e l’estensione delle regole ai non aderenti, nonché consentire alle associazioni di organizzazioni di produttori di svolgere le attività dei loro aderenti e permettere l’esternalizzazione delle attività, anche alle filiali, in entrambi i casi a determinate condizioni.
(12) Un’organizzazione di produttori atta a contribuire al conseguimento degli obiettivi dell’organizzazione comune dei mercati dovrebbe essere riconosciuta dallo Stato membro soltanto in presenza di condizioni che essa stessa si impegna a rispettare e a far rispettare, per statuto, ai propri membri. L’esistenza e il corretto funzionamento dei fondi di esercizio esigono che le organizzazioni di produttori si occupino della totalità della produzione ortofrutticola dei propri aderenti.
(13) Alle associazioni di produttori degli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1o maggio 2004 o dopo tale data, le quali desiderano acquisire lo status di organizzazioni di produttori ai sensi del presente regolamento dovrebbe essere concesso un periodo transitorio in cui potrebbero fruire di un sostegno finanziario nazionale e comunitario, a condizione che rispettino determinati impegni.
(14) Per responsabilizzare maggiormente le organizzazioni di produttori, in particolare per quanto attiene alle decisioni finanziarie e per orientare verso requisiti futuri le risorse pubbliche ad esse assegnate, è opportuno stabilire le condizioni per l’uso di tali risorse. Il cofinanziamento di fondi di esercizio costituiti dalle organizzazioni di produttori sembra una soluzione adeguata. In determinati casi dovrebbero essere autorizzati finanziamenti a raggio più ampio. Ai fini del
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