Sulla competenza del Tribunale dell'Unione europea nei confronti della BEI in materia di appalti

Autore:Giannangelo Marchegiani
Pagine:127-136
RIEPILOGO

1. Premessa. - 2. Le ragioni che giustificano l’applicabilità alla BEI dell’art. 230 TCE (attuale art. 263 TFUE). - 3. I possibili dubbi circa l’applicabilità alla BEI degli articoli 235 e 288 del TCE (rispettivamente articoli 268 e 340 TFUE). - 4. Le perplessità che possono sorgere da un necessario ricorso all’art. 253 TCE (attuale art. 296 TFUE). - 5. L’incertezza nascente da un’equivoca... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Studi sull’integrazione europea, VII (2012), pp. 127-136
Giannangelo Marchegiani*
Sulla competenza del Tribunale
dell’Unione europea nei confronti
della BEI in materia di appalti
S: 1. Premessa. – 2. Le ragioni che giustificano l’applicabilità alla BEI dell’art. 230 TCE
(attuale art. 263 TFUE). – 3. I possibili dubbi circa l’applicabilità alla BEI degli articoli 235
e 288 del TCE (rispettivamente articoli 268 e 340 TFUE). – 4. Le perplessità che possono
sorgere da un necessario ricorso all’art. 253 TCE (attuale art. 296 TFUE). – 5. L’incertezza
nascente da un’equivoca affermazione riguardante l’ambito di operatività dell’art. 230 TCE.
– 6. Conclusioni.
1. Con la sentenza in data 20 settembre 2011, causa T-461/08, Evropaïki
Dynamiki c. BEI, il Tribunale ha giudicato un contenzioso sorto in merito ad una
decisione della Banca europea per gli investimenti (in seguito “la BEI” o “la
Banca”) di rifiutare un’offerta presentata nel contesto di una gara d’appalto rela-
tiva ad una prestazione di servizi. È opportuno premettere che il presente lavoro
non intende commentare le ragioni delle parti né le motivazioni espresse dal
giudice riguardo alle diverse irregolarità riscontrate nell’ambito della procedura
di aggiudicazione. Ciò non vuol dire peraltro che tali argomenti non siano stati
oggetto di riflessione. Anzi, occorre anche riconoscere che la loro lettura ha
evidenziato il particolare interesse delle problematiche affrontate dal Tribunale.
E non si nasconde che questo esame ha portato a condividere la maggior parte
delle conclusioni cui l’organo è pervenuto, in particolare quelle concernenti gli
aspetti relativi al diritto applicabile, all’estraneità della decisione impugnata
rispetto all’attività istituzionale della BEI, alla valutazione dei criteri d’aggiudi-
cazione, all’inesistenza di un nesso di causalità nella richiesta di risarcimento
avanzata dall’offerente escluso.
Per contro, non è agevole accogliere tutte le considerazioni espresse dallo
stesso giudice in merito alle norme che a suo giudizio attribuiscono alla Corte di
giustizia UE la competenza a giudicare alcuni atti e comportamenti della Banca
finora ritenuti esclusi dalla sua giurisdizione. Per le ragioni che saranno esposte
in seguito, non sembra cioè possibile ritenere che le conclusioni del giudice
* Avvocato, già direttore nella Direzione Affari Giuridici della BEI. Le opinioni espresse in
questo commento sono dell’autore e potrebbero non essere condivise dalla BEI.

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