Introduzione. Integrazione e politiche di vicinato

Autore:Gaetano Dammacco
Pagine:11-13
 
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GAETANO DAMMACCO
INTEGRAZIONE E POLITICHE DI VICINATO
L’Europa attraversa attualmente una delle fasi più difficili della sua
storia. I problemi sono numerosi: perplessità sul processo di allargamento
(il più grande allargamento che l’Europa abbia mai conosciuto), la crisi
economica, derivata da quella finanziaria, la crisi finanziaria dello Stato (fat-
to nuovo che mette a dura prova la tenuta complessiva del sistema), crisi oc-
cupazionale, inquinamento ambientale, clima di diffusa violenza, strumenta-
lizzazione delle religioni, il degrado delle periferie. Senza dimenticare i con-
flitti che interessano il Mediterraneo, specie quello relativo al Medioriente.
Un elenco di problemi, che potrebbe continuare, mette in evidenza la debo-
lezza di un processo d’integrazione che tende a escludere la ricerca del con-
senso popolare per privilegiare il protagonismo di élites politiche, per quanto
illuminate e lungimiranti. Inoltre, Il divario economico tra i paesi storici e
quelli dell’allargamento è notevole e ha creato un grande squilibrio nelle po-
litiche di “sostegno” alle aree deboli. (Il Pil/pro capite della Moldavia è solo
il 3% del Pil pro-capite medio dei 25, ma vicini a questi valori sono Serbia
(12%), Albania (8%) e Ucraina (6%). 13 paesi sono sopra il 100% e tra
questi ci sono tutti i 6 paesi storici e quasi tutti quelli del primo allarga-
mento. Il Primo è il Lussemburgo, con un Pil pro-capite del 224,1%, ma si
sa che il Lussemburgo è un caso particolare, il secondo dei 6 è l’Olanda
con appena il 123.7% superato dall’Irlanda, paese “depresso” del primo
allargamento ora con 142,7% del Pil pro-capite. Una cosa interessante è
vedere come i grandi paesi storici, Francia e Germania, non siano lonta-
ni dall’Italia, rispettivamente con solo il 109,9% ed il 107,8%).
Il processo di integrazione europea ebbe inizio il 9 maggio 1950,
gior no in cu i la Fran cia propose ufficialmente di creare “le prime basi concre-
te di una federazione europea”. Esso si fonda sui principi dello stato di diritto e
della democrazia, gli stessi obiettivi sui quali si fonda l’Unione Europea. Le
tappe del processo di integrazione sono state definite da un lungo e intenso la-
voro comunitario e possono essere così indicate: Instaurare la cittadinanza eu-
ropea (Diritti fondamentali; Libera circolazione; Diritti civili e politici); Garan-
tire libertà, sicurezza e giustizia (Cooperazione nel settore della gius tizia e
degli affari interni); Promuovere il progresso economico e sociale (Mercato
unico; Euro, la moneta comune; Creazione di posti di lavoro; Sviluppo regio-
nale; Protezione dell’ambiente); Far valere la voce dell’Europa nel mondo (La
politica estera e di sicurezza comune; L’Unione europea nel mondo). Tutto ciò
per guadagnare l’unico vero grande obiettivo, cioè quello di costruire una
società nella quale i popoli possano vivere nella pace.
La pa ce deve essere considerata come bene che appartiene a tutti e deve
interessare tutti. Tuttavia, cercare la pace non significa di per sé eliminare i

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