Staatsanwaltschaft Heilbronn contra ZW.

JurisdictionEuropean Union
Celex Number62019CJ0454
ECLIECLI:EU:C:2020:947
Date19 November 2020
Docket NumberC-454/19
CourtCourt of Justice (European Union)

Edizione provvisoria

SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione)

19 novembre 2020 (*)

«Rinvio pregiudiziale – Cittadinanza dell’Unione – Articolo 21 TFUE – Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri – Incriminazione penale che riguarda in modo specifico la sottrazione internazionale di minori – Restrizione – Giustificazione – Tutela del minore – Proporzionalità»

Nella causa C‑454/19,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dall’Amtsgericht Heilbronn (Tribunale circoscrizionale di Heilbronn, Germania), con decisione dell’11 giugno 2019, pervenuta in cancelleria il 14 giugno 2019, nel procedimento penale a carico di

ZW

con l’intervento di:

Staatsanwaltschaft Heilbronn,

LA CORTE (Quarta Sezione),

composta da M. Vilaras, presidente di sezione, N. Piçarra, D. Šváby, S. Rodin e K. Jürimäe (relatrice), giudici,

avvocato generale: G. Hogan

cancelliere: A. Calot Escobar

vista la fase scritta del procedimento,

considerate le osservazioni presentate:

– per ZW, da M. Ehninger, Rechtsanwalt;

– per il governo tedesco, da J. Möller, M. Hellmann, U. Bartl e D. Klebs, in qualità di agenti;

– per la Commissione europea, da E. Montaguti e M. Wilderspin, in qualità di agenti,

sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 4 giugno 2020,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 21 TFUE nonché della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE (GU 2004, L 158, pag. 77, e rettifiche in GU 2004, L 229, pag. 35, e GU 2005, L 197, pag. 34).

2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di un procedimento penale a carico di ZW per il reato di sottrazione di minore.

Contesto normativo

Convenzione dellAia del 1980

3 La Convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, conclusa il 25 ottobre 1980 all’Aia (in prosieguo: la «Convenzione dell’Aia del 1980»), conformemente al suo articolo 1, lettera a), ha come fine, in particolare, «di assicurare l’immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti in qualsiasi Stato contraente».

4 Gli articoli 12 e 13 di tale Convenzione prevedono le norme applicabili in caso di trasferimento o mancato rientro illeciti del minore e destinate ad assicurare il rientro immediato di quest’ultimo.

5 La Convenzione dell’Aia del 1980 è entrata in vigore il 1° dicembre 1983. Tutti gli Stati membri dell’Unione europea sono parti contraenti della stessa.

Diritto dellUnione

6 Ai sensi dei considerando 2, 17 e 21 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 (GU 2003, L 338, pag. 1):

«(2) Il Consiglio europeo di Tampere ha approvato il principio del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie quale fondamento per la creazione di un autentico spazio giudiziario e ha individuato nel diritto di visita un settore prioritario.

(...)

(17) In caso di trasferimento o mancato rientro illeciti del minore, si dovrebbe ottenerne immediatamente il ritorno e a tal fine dovrebbe continuare ad essere applicata la convenzione dell’Aia del (…) 1980, quale integrata dalle disposizioni del presente regolamento, in particolare l’articolo 11. I giudici dello Stato membro in cui il minore è stato trasferito o trattenuto illecitamente dovrebbero avere la possibilità di opporsi al suo rientro in casi precisi, debitamente motivati. Tuttavia, una simile decisione dovrebbe poter essere sostituita da una decisione successiva emessa dai giudici dello Stato membro di residenza abituale del minore prima del suo trasferimento illecito o mancato rientro. Se la decisione implica il rientro del minore, esso dovrebbe avvenire senza che sia necessario ricorrere a procedimenti per il riconoscimento e l’esecuzione della decisione nello Stato membro in cui il minore è trattenuto.

(...)

(21) Il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni rese in uno Stato membro dovrebbero fondarsi sul principio della fiducia reciproca e i motivi di non riconoscimento dovrebbero essere limitati al minimo indispensabile».

Diritto tedesco

7 L’articolo 25 dello Strafgesetzbuch (codice penale), intitolato «Determinazione dell’autore del reato», così recita:

«(1) Sarà punito in qualità di autore del reato colui che commette direttamente il reato o lo commette per il tramite di un’altra persona.

(2) Se più persone commettono il reato congiuntamente, tutte saranno punite come autori (coautori)».

8 L’articolo 235 del codice penale, intitolato «Sottrazione di minori», ai paragrafi 1 e 2 dispone quanto segue:

«(1) È punito con la pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria chiunque sottragga o trattenga:

1. una persona di età inferiore ai diciotto anni con la forza, con minaccia di un grave danno o con inganno, o

2. un bambino, senza esserne un familiare,

sottraendolo ai genitori, a uno dei genitori, al tutore o al curatore.

(2) Allo stesso modo è punito chiunque sottragga un bambino ai genitori, a uno dei genitori, al tutore o al curatore

1. per portarlo all’estero, oppure

2. lo trattenga all’estero, dopo che questi vi sia stato portato o vi si sia recato».

Procedimento principale e questioni pregiudiziali

9 ZW, cittadina rumena, è madre di AW, figlio minorenne nato in Romania. ZW è separata dal padre del minore, cittadino rumeno che vive in Romania. Ai sensi del diritto rumeno, i due genitori sono titolari congiuntamente della responsabilità genitoriale sul minore.

10 Nel 2009 ZW si è stabilita in Germania. Il minore l’ha successivamente raggiunta.

11 Nel marzo 2013, a causa di disturbi del comportamento, con il consenso dei suoi genitori il minore è stato collocato in una struttura residenziale di assistenza per minori.

12 Con ordinanza del 14 novembre 2014, l’Amtsgericht Heilbronn (Tribunale circoscrizionale di Heilbronn, Germania) ha revocato ai genitori del minore, in particolare, il diritto di determinare la residenza di quest’ultimo e ha attribuito tale diritto ad un curatore, nell’ambito di una delega parziale della responsabilità genitoriale, detta «curatela integrativa» (Ergänzungspflegeschaft). Dopo il fallimento di vari collocamenti successivi del minore in diversi centri di accoglienza, quest’ultimo è tornato presso ZW con l’autorizzazione del summenzionato curatore.

13 Con lettera del 3 agosto 2017, lo Jugendamt Heilbronn (Ufficio dei servizi minorili della città di Heilbronn, Germania) ha chiesto che la responsabilità genitoriale fosse restituita alla madre. Per circostanze non chiarite, a tale domanda non è ancora stato dato seguito.

14 Agli inizi del mese di dicembre 2017, il padre ha condotto il minore in Romania, dove da allora vivono entrambi. ZW ha dato il suo consenso a tale trasferimento, senza tuttavia che fosse accertato se detto consenso abbia riguardato una sola visita durante il periodo natalizio 2017 o un rientro duraturo del minore in Romania. Né lo Jugendamt Heilbronn (Ufficio dei servizi minorili della città di Heilbronn) né il curatore sono stati previamente informati del predetto trasferimento.

15 Poiché il curatore ha presentato denuncia contro i genitori del minore a causa del...

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8 cases
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