Conclusiones de la Abogado General Sra. L. Medina, presentadas el 2 de marzo de 2023.
| Jurisdiction | European Union |
| Court | Court of Justice (European Union) |
| ECLI | ECLI:EU:C:2023:152 |
| Date | 02 March 2023 |
Edizione provvisoria
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
LAILA MEDINA
presentate il 2 marzo 2023 (1)
Causa C‑723/21
Stadt Frankfurt (Oder),
FWA Frankfurter Wasser- und Abwassergesellschaft mbH
contro
Landesamt für Bergbau, Geologie und Rohstoffe,
altra parte nel procedimento:
Lausitz Energie Bergbau AG
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgericht Cottbus (Tribunale amministrativo, Cottbus, Germania)]
«Rinvio pregiudiziale – Ricevibilità – Ambiente – Politica dell’Unione in materia di acque – Direttiva 2000/60/CE – Accesso alla giustizia in materia ambientale – Procedura di autorizzazione del progetto – Articolo 7 – Divieto di deterioramento della qualità delle acque – Progetto per la realizzazione di un lago artificiale – Solfato – Obbligo degli Stati membri di non autorizzare un progetto che possa determinare un deterioramento della qualità delle acque utilizzate per la produzione di acqua potabile»
1. La presente domanda di pronuncia pregiudiziale offre alla Corte di giustizia l’opportunità di interpretare per la prima volta l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE (direttiva quadro sulle acque; in prosieguo: la «direttiva 2000/60») (2). Il ricorso nel procedimento principale è stato proposto dalla Stadt Frankfurt (Oder) (Città di Francoforte sull’Oder, Germania) e dalla FWA Frankfurter Wasser- und Abwassergesellschaft mbH, Francoforte sull’Oder (in prosieguo: la «FWA») contro il presidente del Landesamt für Bergbau, Geologie und Rohstoffe (Ufficio regionale per le miniere, la geologia e le materie prime), Cottbus, Germania (in prosieguo: l’«Ufficio»). Il ricorso riguarda una decisione di autorizzazione del progetto (3) dell’Ufficio che consente la creazione, da parte della Lausitz Energie Bergbau AG, Cottbus (interveniente nel procedimento principale; in prosieguo: la «Lausitz»), del più grande lago artificiale della Germania (su una superficie di 1 900 ettari, ossia circa 2 660 campi da calcio).
I. Fatti all’origine della controversia nel procedimento principale e questioni pregiudiziali
2. La Città di Francoforte sull’Oder è responsabile della fornitura di acqua potabile ai suoi 57 000 abitanti. Ai fini dello svolgimento di tali funzioni stabilite per legge, essa si avvale dei servizi forniti dalla FWA. La FWA gestisce una centrale idrica, in virtù di una licenza rilasciatale ai sensi della normativa in materia di acque.
3. Detta centrale produce acqua potabile da acque sotterranee e dalle acque del fiume Sprea (in prosieguo: la «Sprea»), in un tratto situato all’esterno di una zona di salvaguardia ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 3, seconda frase, della direttiva 2000/60.
4. L’acqua della Sprea presenta un’alta concentrazione di solfato. Il solfato proviene dalle miniere a cielo aperto dismesse che ricadono nel bacino idrografico del fiume. Il solfato è generato per effetto di ossidazione delle rocce di pirite che si trovano nel sottosuolo al riparo dall’aria fino all’escavazione. L’acqua potabile canalizzata negli acquedotti deve rispettare un determinato valore di solfato, requisito che è stato finora appena soddisfatto dalla centrale.
5. La Lausitz, a seguito della dismissione di una miniera a cielo aperto, immette acqua nella cavità generata dall’estrazione della lignite. Il lago venutosi a creare al termine di detta operazione sarà provvisto di uno sfioratore. L’acqua defluita attraverso lo sfioratore si riverserà nella Sprea, con una concentrazione di solfato significativamente più elevata rispetto all’acqua fluviale. La Città di Francoforte sull’Oder e la FWA temono che, a causa di tale immissione, la concentrazione di solfato nella Sprea, che è già a un livello critico in termini di produzione di acqua potabile, sarà superata, tanto da dover sospendere la produzione ivi localizzata, oppure compiere una radicale riconversione tecnica.
6. Tramite la decisione di autorizzazione del progetto, l’Ufficio ha consentito la creazione del lago artificiale provvisto di sfioratore, dopo aver accertato, mediante perizia, che l’acqua della Sprea non aveva subito un deterioramento ai sensi dell’articolo 4 della direttiva 2000/60. Non veniva effettuata alcuna valutazione dell’impatto sulla concentrazione di solfato, ai sensi dell’articolo 7 di tale direttiva, al punto di estrazione dell’acqua ed eventualmente sulla centrale idrica. È avverso la suddetta decisione di autorizzazione del progetto che la città di Francoforte sull’Oder e la FWA hanno presentato il ricorso nel procedimento principale.
7. Nell’ambito di tale ricorso, il Verwaltungsgericht Cottbus (Tribunale amministrativo, Cottbus) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
«1.
a. Se l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE debba essere interpretato nel senso che tutti gli appartenenti al pubblico direttamente interessato dal progetto siano legittimati a far valere in giudizio violazioni dell’obbligo
a) di impedire il peggioramento della qualità dei corpi idrici utilizzati per la produzione di acqua potabile,
b) di ridurre il livello della depurazione necessaria alla produzione di acqua potabile,
sulla base della protezione dei terzi in riferimento al divieto di deterioramento legato alle acque sotterranee [v. sentenza del 28 maggio 2020, Land Nordrhein‑Westfalen – C‑535/18, EU:C:2020:391 – punti 132 e segg. (in prosieguo: la “sentenza Land Nordrhein‑Westfalen”) nonché sentenza del 3 ottobre 2019, Wasserleitungsverband Nördliches Burgenland e a. (C-197/18, EU:C:2019:824, punti 40 e 42)].
b. In caso di risposta negativa alla questione sub a):
Se i ricorrenti, incaricati della produzione di acqua potabile e della depurazione, siano in ogni caso legittimati a far valere le violazioni dei divieti e degli obblighi di cui all’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque.
2 Se l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque preveda, anche con riguardo ai corpi idrici posti al di fuori delle zone di salvaguardia ai sensi della sua seconda frase, oltre al compito di pianificazione a più lungo termine previsto dai piani di gestione e dai programmi di misure analogamente all’articolo 4 della stessa direttiva, l’obbligo di negare l’autorizzazione di progetti particolari in ragione di una violazione del divieto di deterioramento (v. [sentenza Land Nordrhein-Westfalen, punto 75]).
3 In considerazione del fatto che l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque – diversamente dall’allegato V relativo all’articolo 4 della medesima direttiva – non stabilisce alcun proprio parametro di riferimento per l’analisi del divieto di deterioramento:
a. In presenza di quali condizioni possa presumersi l’esistenza di un deterioramento del corpo idrico e il correlato aumento del livello della depurazione necessaria alla produzione di acqua potabile.
b. Se sia possibile individuare il punto di riferimento pertinente per l’aumento del livello di depurazione e quindi per il divieto di deterioramento di cui all’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque nei limiti previsti dall’allegato I della direttiva 98/83/CE (4) (in prosieguo: la “direttiva 98/83”), come indicato dall’articolo 7, paragrafo 2, ultima frase, della direttiva sulle acque.
c. In caso di risposta affermativa alla questione sub b):
Se possa ravvisarsi una violazione del divieto di deterioramento di cui all’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque nel caso in cui l’unico valore significativo non costituisca un limite previsto dalla parte A o B dell’allegato I, bensì un cosiddetto parametro indicatore ai sensi della parte C dell’allegato I.
4. In quale momento possa presumersi una violazione del divieto di deterioramento in materia di acqua potabile sancito dall’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque (v., con riguardo al criterio del divieto di deterioramento, articolo 4 della medesima direttiva: [sentenza Land Nordrhein-Westfalen, punto 119] e, in precedenza, [sentenza del 1º luglio 2015, Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland (C‑461/13, EU:C:2015:433, punto 52) (in prosieguo: la “sentenza Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland”)].
a. Se, ai fini dell’esistenza di una violazione, sia sufficiente qualsiasi deterioramento
oppure
b. se sia necessaria la probabilità della mancata osservanza del parametro indicatore di 250 mg/l per quanto riguarda il solfato
oppure
c. se occorra la minaccia di provvedimenti correttivi ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 6, della direttiva sull’acqua potabile destinati ad aumentare i costi della depurazione per la produzione di acqua potabile.
5 Se l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque preveda, oltre a un criterio di valutazione di diritto sostanziale, anche criteri relativi alla procedura di autorizzazione amministrativa, se dunque la giurisprudenza della Corte relativa all’articolo 4 della medesima direttiva sia applicabile anche alla portata dell’esame previsto dal suddetto articolo 7, paragrafo 3 (v. [sentenza della Corte Land Nordrhein-Westfalen] – seconda questione pregiudiziale).
6 Se il promotore del progetto debba parimenti effettuare un’indagine peritale vertente su una possibile violazione dell’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque allorché il progetto possa implicare la mancata osservanza dei criteri stabiliti dalla suddetta disposizione.
7 Se anche nella fattispecie in esame debba presumersi che l’indagine sia stata già effettuata al momento della decisione in materia di acque e conseguentemente che un’indagine realizzata in un momento successivo nel corso del procedimento giurisdizionale non possa porre rimedio all’illegittimità dell’autorizzazione in materia di acque (v. [sentenza Land Nordrhein-Westfalen, punti 76 e 80 e segg.]).
8 Se, nella ponderazione interna alla procedura di autorizzazione, possa derogarsi, a beneficio dello scopo perseguito dal progetto, agli obblighi e ai divieti derivanti dall’articolo 7, paragrafo 3...
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