K. M. v The Director of Public Prosecutions.

Celex Number:62020CJ0077
Court:Court of Justice (European Union)
Docket Number:C-77/20
ECLI:ECLI:EU:C:2021:112
Jurisdiction:Unión Europea

Edizione provvisoria

SENTENZA DELLA CORTE (Sesta Sezione)

11 febbraio 2021 (*)

«Rinvio pregiudiziale – Politica comune della pesca – Regolamento (CE) n. 1224/2009 – Regime di controllo per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca – Utilizzo a bordo di un peschereccio di un’apparecchiatura in grado di effettuare la classificazione automatica per taglia del pesce – Articolo 89 – Misure dirette a garantire il rispetto delle norme – Articolo 90 – Sanzioni penali – Principio di proporzionalità»

Nella causa C‑77/20,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dalla Court of Appeal (Corte d’appello, Irlanda), con decisione del 21 gennaio 2020, pervenuta in cancelleria il 13 febbraio 2020, nel procedimento penale a carico di

K.M.

con l’intervento di:

Director of Public Prosecutions,

LA CORTE (Sesta Sezione),

composta da L. Bay Larsen, presidente di sezione, C. Toader (relatrice) e M. Safjan, giudici,

avvocato generale: H. Saugmandsgaard Øe

cancelliere: A. Calot Escobar

vista la fase scritta del procedimento,

considerate le osservazioni presentate:

– per K.M., da E. Sweetman, BL, D.C. Smyth, SC, e D.F. Conway, solicitor;

– per il Director of Public Prosecutions, da H. Kiely e A. Collins, in qualità di agenti, assistite da F. McDonagh, SC, e T. Rice, BL;

– per l’Irlanda, da A. Joyce, J. Quaney e M. Browne, in qualità di agenti, assistiti da B. Doherty, BL;

– per la Commissione europea, da F. Moro, K. Walkerová e A. Dawes, in qualità di agenti,

vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione del principio di proporzionalità, dell’articolo 49, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»), nonché degli articoli 89 e 90 del regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (GU L 2009, L 343, pag. 1).

2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di un procedimento penale a carico di K.M., il comandante di un peschereccio, per la detenzione a bordo di un’apparecchiatura in grado di effettuare la classificazione automatica per taglia di aringhe, sgombri e suri senza che essa fosse installata o collocata in modo da garantire il congelamento immediato e impedire il rigetto in mare di organismi marini.

Contesto normativo

Diritto dellUnione

Regolamento (CE) n. 850/98

3 Ai sensi dell’articolo 19 bis del regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame (GU 1998, L 125, pag. 1), come modificato dal regolamento (UE) n. 227/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2013 (GU 2013, L 78, pag. 1) (in prosieguo: il «regolamento n. 850/98»), intitolato «Divieto di selezione qualitativa»:

«1. Nelle regioni 1, 2, 3 e 4 sono vietati, durante le operazioni di pesca, i rigetti di specie soggette a contingente che possono essere sbarcati legalmente.

2. Le disposizioni di cui al paragrafo 1 fanno salvi gli obblighi istituiti dal presente regolamento o da qualsiasi atto giuridico dell’Unione nell’ambito della pesca».

4 L’articolo 32 di tale regolamento, intitolato «Restrizioni all’impiego di apparecchiature di classificazione automatica», così prevede:

«1. È vietato tenere a bordo dei pescherecci o utilizzare apparecchiature in grado di effettuare la classificazione automatica per taglia o sesso di aringhe, sgombri e suri.

2. Tuttavia, è permesso tenere a bordo e utilizzare siffatte apparecchiature, purché:

a) il peschereccio non tenga a bordo o utilizzi simultaneamente attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 70 mm oppure uno o più ciancioli o analoghi attrezzi da pesca

oppure

b) i) la totalità delle catture che può essere legittimamente tenuta a bordo sia conservata in stato congelato, i pesci classificati siano immediatamente congelati dopo la classificazione e i pesci non classificati siano rigettati, eccettuato quanto stabilito all’articolo 19,

e

ii) le attrezzature siano installate e collocate sul peschereccio in modo tale da garantire che i pesci siano immediatamente congelati e in modo da non consentire rigetti in mare.

3. I pescherecci autorizzati a pescare nel Mar Baltico, nei Belt o nell’Øresund possono tenere a bordo apparecchiature di classificazione automatica anche nel Kattegat, purché un permesso di pesca speciale sia stato rilasciato a tal fine.

Il permesso di pesca speciale definisce specie, zone, periodi e qualsiasi altro requisito applicabile per l’impiego e la presenza a bordo delle apparecchiature di classificazione».

Regolamento (CE) n. 1005/2008

5 Ai sensi dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (GU 2008, L 286, pag. 1), intitolato «Pescherecci dediti alla pesca [illegale, non dichiarata e non regolamentata]»:

«1. Si presume che un peschereccio sia impegnato nella pesca [illegale, non dichiarata e non regolamentata] se risulta che, in violazione delle misure di conservazione e di gestione applicabili nella zona in cui ha esercitato tali attività:

(...)

e) ha utilizzato attrezzi da pesca non autorizzati o non conformi; oppure

(...)

2. Le attività di cui al paragrafo 1 sono considerate infrazioni gravi a norma dell’articolo 42 in funzione della gravità dell’infrazione in questione che è determinata dall’autorità competente dello Stato membro, tenendo conto di criteri quali il danno arrecato, il suo valore, la portata dell’infrazione o il suo ripetersi».

6 L’articolo 42 del regolamento n. 1005/2008, intitolato «Infrazioni gravi», così dispone:

«1. Ai fini del presente regolamento, si intendono per “infrazioni gravi”:

a) le attività che si configurano come pesca [illegale, non dichiarata e non regolamentata] in conformità ai criteri stabiliti all’articolo 3;

(...)

2. Il carattere grave della violazione è determinato dall’autorità competente di uno Stato membro tenuto conto dei criteri stabiliti all’articolo 3, paragrafo 2».

7 L’articolo 44 di tale regolamento, intitolato «Sanzioni in caso di infrazioni gravi», prevede quanto segue:

«1. Gli Stati membri provvedono affinché le persone fisiche che hanno commesso un’infrazione grave o le persone giuridiche ritenute responsabili di un’infrazione grave siano passibili di sanzioni amministrative effettive, proporzionate e dissuasive.

2. Gli Stati membri impongono una sanzione massima almeno pari a cinque volte il valore dei prodotti della pesca ottenuti commettendo l’infrazione grave.

In caso di infrazione grave reiterata entro un periodo di cinque anni, gli Stati membri impongono una sanzione massima almeno pari a otto volte il valore dei prodotti della pesca ottenuti commettendo l’infrazione grave.

Nell’applicare tali sanzioni gli Stati membri tengono conto anche del valore del danno arrecato alle risorse della pesca e all’ambiente marino interessati.

3. Gli Stati membri possono imporre, in aggiunta, o in alternativa, sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive».

8 L’articolo 45, punto 3, di detto regolamento, intitolato «Sanzioni accessorie», così prevede:

«Le sanzioni previste al presente capo possono essere accompagnate da altre sanzioni o misure, tra cui in particolare:

(...)

3) la confisca di attrezzi da pesca, catture o prodotti della pesca vietati;

(...)».

Regolamento n. 1224/2009

9 I considerando 2, 38 e 39 del regolamento n. 1224/2009 sono formulati nei termini seguenti:

«(2) Poiché il successo della politica comune della pesca dipende dall’attuazione di un regime di controllo efficace, le misure previste dal presente regolamento sono intese ad istituire un regime comunitario di controllo, ispezione ed esecuzione dotato di un approccio globale e integrato conformemente al principio di proporzionalità, volto a garantire il rispetto di tutte le norme della politica comune della pesca al fine di consentire lo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche viventi nell’ambito di una strategia politica globale.

(...)

(38) I cittadini degli Stati membri dovrebbero essere dissuasi dall’infrangere le norme della politica comune della pesca. Poiché il trattamento delle infrazioni a tali norme varia sensibilmente da uno Stato membro all’altro, causando in tal modo discriminazioni e distorsioni della concorrenza per i pescatori, e dato che l’assenza di sanzioni dissuasive, proporzionate ed effettive in alcuni Stati membri riduce l’efficacia dei controlli, è opportuno introdurre sanzioni amministrative, associate ad un sistema di punti per infrazioni gravi, al fine di creare un vero deterrente.

(39) La persistenza di un numero elevato di infrazioni gravi alle norme della politica comune della pesca nelle acque...

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